lunedì 6 ottobre 2008

Quousque tandem... ?



il Papa: "No a pillola e preservativi
Ma molti cattolici non ci seguono"

Durissima la posizione del Pontefice: "La contraccezione nega il significato stesso del matrimonio: l'amore coniugale ha un modo proprio di comunicarsi: generare dei figli"

Per fortuna i cattolici sono in diminuzione, specialmente quelli consapevoli e praticanti. Il resto è solo un mix tra tradizione ed ignoranza. Ma gli uomini della Chiesa continuano ad essere pericolosi e retrogradi, e tutta l'informazione è asservita a loro. Praticamente sono i media e la politica a tenerli ancora in vita, alla faccia dello stato laico.

Quando la morte avrà



[...] Quando la morte avrà
scacciato la paura
che per tutta la vita
ti è stata concubina
e avrà fatto di te
il più grande di noi
l'eroe che si rallegra
della guerra vicina.
Quando la morte avrà
sconfitto il compromesso
cui la meschinità
ti aveva condannato
e il lampo dei tuoi occhi
si mostrerà contento
di vivere da uomo
almeno un momento. [...]

venerdì 3 ottobre 2008

Assembramento sedizioso



Riporto una testimonianza di un mio conoscente fidato:

Notizia arrivata or ora da mia sorella che insegna alla "Casa del Sole" parco trotter di Milano, scuola elementere.
Le insegnanti distribuiscono un volantino all'entrata per sensibilizzare i genitori sul problema Gelmini-scuola, si avvicina un tizio, chiede di sapere il contenuto del volantino, poi si identifica come appartenente alla "Digos" e pretende tutti i documenti personali dell'insegnante che distribuisce volantini, la quale non può far altro che consegnarli.
In altra scuola sempre di Milano un'altra insegnante è stata addirittura multata, sempre da agenti Digos, per "assembramento sedizioso" mentre discuteva con i genitori fuori dalla scuola per i medesimi motivi.
Pare che la notizia sia stata data anche da Radiopopolare stamani.

Tira una brutta aria.

mercoledì 1 ottobre 2008

Revisionismi Hollywoodiani


UN FALSO STORICO ED UNA GRAVISSIMA OFFESA ALLA RESISTENZA


Il film di Spike Lee “Miracolo a Sant’Anna” indica come causa della strage del 12 agosto ’44 il tradimento di un partigiano, che guida in paese le SS per consentire la cattura del suo comandante.
La libertà di espressione e la creatività artistica sono diritti sacrosanti, ma non possono sconfinare nella menzogna e nel falso storico, per di più dopo la sentenza del Tribunale Militare di La Spezia che ha stabilito che la strage fu un’operazione pianificata a tavolino per colpire la popolazione, senza alcuna responsabilità del movimento partigiano, confermando, così, anche i risultati della ricerca storica.
La fedele ricostruzione del massacro proprio sul luogo dove avvenne, com’è quella effettuata da un regista di indubbia e meritata fama come Spike Lee, finirà per indurre gran parte degli spettatori a ritenere veritiera la vicenda cinematografica, che, invece, è una pura fantasia e una colossale falsità storica.
Sconcertante l’indifferenza con cui il problema è stato affrontato da soggetti, che, a vario titolo, dovrebbero essere sensibili a queste tematiche e che hanno dato prova di un antifascismo di maniera, ipocrita e superficiale, addirittura più interessato al “ritorno di immagine” che alla verità.
Grave è il comportamento del Sindaco di Stazzema Michele Silicani, che ha accolto a “scatola chiusa” il progetto del film, definendolo un’importante occasione per la conoscenza degli eventi e per la promozione turistica e, addirittura, un omaggio al sacrificio dei partigiani.
Disarmante quello dell’Associazione Martiri di Sant’Anna e del Comitato per le Onoranze (a quest’ultimo è affidato, per legge, il compito di valorizzare il patrimonio storico e morale della Lotta di Liberazione) che con il loro “assordante silenzio” hanno avallato l’offesa recata alla Resistenza.
Pericolosa la superficialità di enti e Stato che hanno sostenuto, magari anche economicamente, il film, attirati dal miraggio del grande regista.
Lo ripetiamo l’ANPI non ce l’ha con Spike Lee che può dire e fare ciò che vuole, ma ce l’ha con un antifascismo istituzionale e di facciata che è pronto a sacrificare anche la verità sia per vanità, sia per presunti vantaggi che ne verrebbero al territorio, sacrificando la coerenza a vantaggio dell’apparenza e dell’utile.
Fare dei distinguo su un film dedicato a Sant’Anna e denunciare che attraverso esso passa con grande clamore mediatico l’avallo ad una valutazione revisionista della Resistenza e dell’Antifascismo non vuol dire essere vecchi o tanto meno veteri, anzi all’opposto significa avere coscienza e lucidità del grave momento che sta attraversando la nostra società, proprio nel vedere venir meno valori fondamentali che sostanziano la democrazia. Esiste infatti ormai un clima sociale e culturale plebiscitario e quindi anticostituzionale, xenofobo e classista e al fondo razzista, totalmente illiberale perché superficiale verso i diritti umani, che guida l’azione di importanti forze politiche del paese, per il quale non si avverte nella sostanza una distinzione reale e profonda fra i valori del ventennio fascista e quelli democratici.


BASTA CON LE ACCUSE FALSE E TENDENZIOSE AI PARTIGIANI E CON LE OFFESE ALLA MEMORIA DEI CADUTI DELLA RESISTENZA!


Sezioni A.N.P.I. di Pietrasanta, Montignoso, Massa, Carrara, Intercomunale di Licciana Nardi, Villafranca e Pontremoli – (Viareggio, 1 ottobre 2008)

No no man


Steven Jesse Bernstein è stato un poeta punk, autore misconosciuto di un unico e grandioso disco postumo di spoken poetry. Steven Jesse è nato a Los Angeles il 4 novembre del 1950. Trasferitosi poi nel ’75 a Seattle, intraprende la sua vita artistica eccentrica fatta di letture violente, da performer sadico e pazzo. Saliva sul palco con un coltello che usava per intimorire e minacciare il pubblico, e se stesso. Ballerino drogato ed alcolista. Recitava in maniera rutilante, vomitava parole accecanti e disturbanti. Questo lavoro, Prison, è frutto dell’ammirazione che il produttore Steve Fisk aveva per quest’artista dall’esistenza breve ma significante. Fisk usa tappeti sonori di jazz, hip hop, grunge, ambient e distorsioni pesanti e scure, che fanno da cornice alla voce meravigliosamente spietata e impassibilmente cupa di Steven Jesse. L’intento fu quello di realizzare “un ambiente sonoro che sia la sua voce, intorno alla sua voce, come un’incessante ripetizione”. Il risultato è straniante ed irripetibile. E’ come la sceneggiatura di un film hard-core, i testi sono deliri metropolitani, gioventù bruciate e tormentate, visioni oniriche ed oscene della putrida miseria sociale.


Steven Jesse Bernstein - Prison (Sub Pop, 1992)


P.s. Questo brano da Prison è stato inserito come samples nella colonna sonora di Natural born killers di Oliver Stone.