martedì 9 marzo 2010

Napolitano garante di Berlusconi


E’ un’altra legge vergogna, un’altra delle leggi obbrobriose che Berlusconi si è fatto fare da quando col becco strappa pezzi di carne, ha il corpo martoriato ormai della Costituzione italiana e Napolitano la firma, questa volta notte tempo, osservo, mi viene in mente la ronda di notte, sembra una catena di montaggio, o meglio di smontaggio della costituzione.

Berlusconi ha i suoi azzeccagarbugli che fa diventare onorevoli, quelli poi gli fanno le leggi, li piazzano sul tavolo del Presidente, all’occorrenza gli bussano all’uscio di casa e lo fanno alzare dal letto e lo fanno firmare senza neanche accendere i lampadari, con la torcia elettrica, io devo dire che in questo momento storico che l’Italia sta vivendo, per me Napolitano non è garante della mia Costituzione, mi pare che si sia fatto garante di Berlusconi o degli interessi di un partito politico italiano.

Dunque siccome il referente principale riposa in Tunisia dove è deceduto fuggiasco dalle leggi italiane e Berlusconi ha una grande nostalgia di Craxi, vedrei molto bene Berlusconi in Tunisia, ma se Napolitano non capisce che deve prima di tutto difendere la Costituzione con le sue forme e le sue costanze, allora nessuno lo obbliga a stare al Quirinale, non è un obbligo, è un dovere e questo dovere richiede molta attenzione, perché ormai in Italia la Costituzione è stata praticamente divorata, dopo di questo cosa ci sarà? Cosa lasciano Napolitano, Berlusconi, gli ultimi governi alle generazioni future? Ce lo diranno i giovani.

Mi chiedo una cosa di fondo: cos’è che induce persone di età molto avanzata a accettare di diventare Presidenti della Repubblica italiana? Ciampi più eletto nel 1999, era alla soglia degli 80 e se non erro anche ve lo ricorderete tutti, Fini lo propose addirittura per un secondo mandato. Napolitano è stato eletto nel 2006, dunque a 81 anni, oggi ne ha 85, come è che una persona a questa età accetta di diventare Capo dello Stato e si noti, non di un paese normale, un paese tranquillo, con gli ordinari problemi di tutti i paesi, ma un paese come il nostro, dove vige da anni il sistema anomalo di un imprenditore che ha il conflitto di interessi grosso come una montagna e i cui amici sono persone come Previti, Dell’utri, Schifani e poi è un paese che significa mafia, camorra, corruzione, P2, servizi segreti deviati. Un paese con un recente passato di bombe, di stragi e di Brigate Rosse, non è un paesino in cui si fa una vacanza quando si diventa Presidenti della Repubblica.

Tra l’altro devo dire in questo recente passato così oscuro, sono cose sulle quali Napolitano non ci ha mai detto niente pur essendo stato Ministro degli Interni e mi chiedo se quando era Ministro degli Interni non ha mai avuto accesso agli armadi, oppure lo fa per il nostro bene, per non turbare le nostre coscienze altrimenti ci prenderebbe un colpo a sapere tutto quello che i governi italiani hanno combinato da Piazza Fontana in poi!

Leggendo i giornali stamattina da qualche commentatore, da qualche grillo parlante, è già stato detto che Napolitano non poteva non firmare, poteva e come, bastava non volesse, almeno che non avesse una pistola alla tempia! Le leggi razziali nel 1938 non le firmò Mussolini, le fece firmare Vittorio Emanuele Terzo e lui le firmò, in Bulgaria non le firmò e questo fa la differenza, perché alla storia le nostre leggi razziali le ha affidate alla mano di Vittorio Emanuele III.

Tornando a questa legge, questa è una legge illegale perché vanifica la legge del 1988 che vieta Decreti in materia elettorale e si beffa anche dell’Art. 72 della Costituzione. Come tutte le leggi di natura totalitaria, le leggi legali ha valore retroattivo e dunque condona, ma si proietta anche nel futuro, nel senso che qualsiasi irregolarità di procedura elettorale, d’ora in poi sarà tollerata a discrezione di Berlusconi o della P2 o di non so chi, mi chiedo perché Napolitano non ha fatto per esempio un comunicato agli italiani, poteva esigere la televisione pubblica e spiegare cosa stava succedendo, che era stato messo con le spalle al muro, in un vicolo cieco e che doveva scegliere tra coloro che non avrebbero potuto votare le loro liste elettorali o firmare una legge illegale e dire anche: guardate che non sarò io a rimediare agli errori e ai pasticci procedurali dei volti stessi rappresentanti, prendetevela con loro.

Il Presidente Scalfaro a suo tempo si rivolse alla televisione, lo fece un comunicato in televisione, non si fanno soltanto i comunicati a fine anno per fare gli auguri agli italiani, ma oggi devo constatare che la televisione di Stato è oscurata da Berlusconi e forse Napolitano non ha osato far accendere di nuovo i riflettori.

Mi chiedo che Presidente sia, non so se l’Avvocato Ghedini che tutti i giorni è in televisione, avesse per Napolitano un avversario intellettuale gli direbbe: ma va là!

L’Italia è un paese in cui tutto si svolge al buio, poi cosa è successo al buio? Lo spiegano gli opinionisti, gli esegeti della stampa di Bisanzio, personalmente ritengo responsabile in prima persona Giorgio Napolitano perché in Italia non c’è mai un responsabile, il vizio di fondo che ha condotto l’Italia in questo stato di necrosi è che non c’è mai un responsabile. Non so se vi ricordate quando Ciampi firmò il lodo Schifani senza battere ciglio, gli opinionisti, gli esegeti discussero per giorni su mille cavilli di una legge che era evidente, buttava a gambe all’aria un articolo della Costituzione, secondo cui tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, lo avrebbe capito anche un bambino, non c’è bisogno degli opinionisti, è un fatto e infatti la Corte Costituzionale, il lodo Schifani lo bocciò dopo 6 mesi, ma intanto per tutto quel tempo Berlusconi fece tutto ciò che voleva e fece saltare anche un suo processo.

Ora come se niente fosse in questa legislatura, nella legislatura presente, Berlusconi ricaccia sulla scrivania di Napolitano lo stesso lodo che Schifani aveva concepito con tanto amore a Corleone e lo ribattezza Lodo Alfano e Napolitano lo firma senza battere ciglio, non è che abbia evocato la giurisprudenza, faccio notare che perfino il più scalcagnato Avvocato di Provincia in un conflitto giuridico, invoca la corrispondenza, le sentenze precedenti, qui c’era la giurisprudenza dell’alta corte che aveva dichiarato il lodo Schifani anticostituzionale e il lodo Alfani era evidentemente una minestra riscaldata, ma ce lo ricordiamo quanti opinionisti ci hanno richiamato sopra? Stavano lì a dire: forse è un po’ meno costituzionale, è un po’ meno anticostituzionale, vediamo di quanti grammi è meno anticostituzionale, opinavano costoro, il tutto, mi pare, a difesa non tanto del firmatario della legge, Alfano, ma del controfirmatario, del Presidente della Repubblica tanto per facilitargli la strada e noto che in Italia il Presidente della Repubblica è al riparo dalle critiche, è stranissimo anche questo, perché nelle vere democrazie, negli Stati Uniti l’operato del Presidente della Repubblica è sottoposto alle giuste critiche dell’opinione pubblica, ma in Italia non si può!

Sembra lesa maestà, così come ci sono i club di Forza Italia, ci sono i club dove se osi criticare Napolitano ti fulminano, guai! Era già successo con Ciampi peraltro, a quel tempo il club agiva come una sartoria, si preoccupava della giacca, mi ricordo che la parola d’ordine era: non tirate per la giacca Ciampi, attenzione alla giacca di Ciampi!

Ma che fine fanno le giacche dei Presidenti della Repubblica quando hanno finito il loro settennato? Vengono appese a un chiodo, quello che è stato è stato! Secondo me se fosso dire così, Napolitano questa volta ha in maniera flagrante rotto i patti con gli italiani, perché oltre all’approvazione del lodo Alfano, aveva già rotto i patti con quella lettera, secondo me, deplorevole ai familiari di Craxi nella quale definisce Craxi un perseguitato, è un uomo che è stato condannato in sede definitiva da un Tribunale italiano e che peraltro si è rifugiato in un paese dittatoriale come la Tunisia!

Poi non soltanto, in quella lettera definisce grande la politica estera di Craxi, quel signore che dette miliardi di lire al suo amico Siad Barre, uno dei più feroci dittatori africani del 900 e che approvò, dichiarò legittimi in qualche modo i metodi terroristici dell'Olpe quando i dirigenti palestinesi per disperazione, ma questa è un’altra cosa, scelsero la via del terrorismo, secondo Napolitano hanno fatto una grande politica estera.

Oggi con questa legge, quando ci dice che tra le regole della legge è dovere impedire molti cittadini di votare una lista, lui sceglie di rompere le regole, perché sono una formula, rispondo che tutte le leggi che noi abbiamo sono una forma, anche la Costituzione ha una forma perché è fatta di regole e se si rompono le regole della Costituzione, si rompe la Costituzione! Napolitano come politico ha un suo percorso, come tutti i politici, per esempio fu vicino al craxismo, poi la sua corrente, con il craxismo ebbe più di un flirt glielo ha ricordato, è un uomo elegante come Gianni De Michelis che tra l’altro è stato condannato da un Tribunale italiano per corruzione, ma Berlusconi del fantasma di Craxi è la continuazione vivente e operante, con questo voglio dire che quando uno diventa Presidente della Repubblica fa un fatto implicito con gli italiani e tale patto prevede che egli diventi un’altra persona rispetto al suo passato e ciò che è stato per tutta la vita e cioè uno dice: io nel 1956 avevo un’ideologia stalinista, però oggi no, credo nella democrazia liberale e non approverei più l’invasione di un paese da parte dei carri armati e dunque posso essere capo dello Stato italiano, oppure come politico posso essere stato vicino all’ideologia del craxismo, ma ora sono il Presidente della Repubblica Italiana.

Il giorno in cui Napolitano manifesta nostalgia di Craxi in qualche modo, allora viene proprio il desiderio legittimo e democratico di invitarlo a abbandonare il Quirinale e di andare a Amamet per stare al Quirinale si devono affrontare grossi problemi, si deve pagare un biglietto, non è una vacanza il Quirinale e questo biglietto è più caro di un biglietto aereo per Amamet!

lunedì 1 marzo 2010

Incidente nucleare di Tricastin: silenzio della stampa italiana


Lo sapevate? In Francia, a Tricastin (Vaucluse) nella notte fra lunedì e martedì c’è stato un piccolo incidente nucleare: 75 kg di uranio sono stati dispersi nei fiumi e probabilmente in una falda freatica. Le società che gestiscono la centrale nucleare sono state messe sotto pressione dall’Autorità nazionale per la sicurezza nucleare (ASN). L’incidente non e’ grave (si parla di gravita’ 1 in una scala da 0 a 7), ma nella zona intorno alla centrale e’ vietata la pesca, l’uso dell’acqua dei pozzi, il bagno nei fiumi, etc…

qui

Il nucleare è una battaglia di retrovia. Occorre perseguire il solare, se non vogliamo morire o ammalarci. L'alleanza in Regione con l'UDC apre al nucleare, anche per questo è vergognosa.

sabato 13 febbraio 2010

Gli uomini vuoti del Pd. Resoconto di una scelta morale


(T.S. Eliot)

Scomodando Eliot si può arrivare a questa politica attuale. Allora è facile rivedere in certi politici del Pd quegli uomini vuoti di cui scrive Eliot: Figura senza forma, ombra senza colore, Forza paralizzata, gesto privo di moto. Fautori di una scelta di nascita ed autosufficienza che sgretola il governo Prodi, che forma un partito riformista e non di sinistra, come ci ricorda lo stesso Veltroni, il suo creatore, uno di loro. E’ questo lo scopo degli uomini vuoti, che dopo aver fatto una scelta a perdere, quella della fine scellerata del Pci - che vedrà sgretolarsi un consenso unico in Occidente -, ed aver disseminato prati del ricordo di querce, ulivi e margherite, oggi si impegnano nella ricostruzione di una nuova forma reazionaria di Dc. Difatti prima hanno estromesso le forze di sinistra dal Parlamento italiano con l'invocazione al voto utile, poi le hanno estromesse anche da quello europeo accordandosi con Berlusconi su di uno sbarramento ad hoc, infine hanno disertato tutte le manifestazioni importanti, le votazioni sullo scudo fiscale eccetera. Dalla Bicamerale in poi ogni passo marciante di Berlusconi è stato permesso da questi uomini vuoti, che fanno della trasversalità un’arte, un’arte democristiana. Ed oggi stanno proponendo laboratori di ricerca politica in alcune Regioni, accordandosi con l’Udc, un partito che si propone a destra e a manca per convenienza, che disattende completamente il primo punto essenziale dell’essere sinistra, la laicità, e che candida personaggi del calibro di Cuffaro, quintessenza di mafiosità.

Per tutti questi motivi la Federazione della Sinistra fa una scelta morale e corre da sola. Proporrà un candidato Presidente di sinistra (Massimo Rossi) e formerà una lista di candidati di sinistra, liberi dai giochi di potere della vecchia politica.

Simone Tizi, Segretario del Circolo di Fermo del Prc

P.s. Vorrei ricordare Luciano Bonfigli, ed abbracciare idealmente Marco e Silvia, i suoi figli.

mercoledì 10 febbraio 2010

Foibe, la verità


FOIBE – LA VERITA’

Lunedì 15 febbraio 2010 – ore 16.00
Aula A del Dipartimento di Storia contemporanea
Università “La Sapienza” – Roma

Fare chiarezza su quanto è accaduto in Istria durante la 2° Guerra mondiale;
Capire perché un circoscritto episodio storico viene strumentalizzato dalla politica di palazzo al fine di arrivare ad un’impossibile pacificazione;
Ragionare su come le foibe diventano un fenomeno mediatico utile per fomentare vecchi odi nazionalistici;
RICORDARE GLI ANTIFASCISTI ITALIANI E SLAVI MORTI PER LA LIBERTA’.

Interverranno:
Alessandra Kersevan – Ricercatrice storica esperta di storia istriana
Sandi Volk – Ricercatore storico esperto di storia balcanica
Valerio Gentili – Scrittore

Promuovono: Patria Socialista, RASH Roma, Magazzini Popolari Casalbertone

Già questa ironica forma di "par condicio" (in realtà aderente alla realtà storica, dato che nelle foibe furono gettati prima sloveni e antifascisti e poi nazi e collaborazionisti) dovrebbe far drizzare le orecchie, ma gli italiani che passano di là - su imbeccata di qualche fascistone giuliano - non sanno lo sloveno né conoscono la storia. La parola "domobranci" è per loro un mistero.

http://www.youtube.com/watch?v=1NRqTCtaBdg

mercoledì 3 febbraio 2010

O felix culpa

USA-Italia. Galloni a 'Next': Moro mi disse che sapeva di infiltrati CIA e Mossad nelle BR


Giovanni Galloni

Roma, 05-07-2005

"Non posso dimenticare un discorso con Moro poche settimane prima del suo rapimento: si discuteva delle BR, delle difficoltà di trovare i covi. E Moro mi disse: 'La mia preoccupazione è questa: che io so per certa la notizia che i servizi segreti sia americani che israeliani hanno infiltrati nelle BR ma noi non siamo stati avvertiti di questo, sennò i covi li avremmo trovati' ". Davanti alle telecamere di NEXT, l'approfondimento quotidiano di Rainews24 curato da Piero Di Pasquale, l'ex vicepresidente del CSM ed ex vicesegretario della Democrazia Cristiana Giovanni Galloni confida un ricordo degli anni di piombo che suggerisce paragoni con la vicenda del rapimento dell'imam della moschea milanese da parte della CIA.

"Me ne sono ricordato proprio ora, perché nei 55 giorni di prigionia di Moro ebbimo grandi difficoltà a metterci in contatto con i servizi americani, difficoltà che non incontrammo poi durante il rapimento del generale Dozier", racconta Galloni.

L'internazionalizzazione della sfida delle BR
Il generale James Lee Dozier venne rapito a Verona il 17 dicembre 1981: fu liberato con un blitz delle forze dell'ordine italiane, con i Nocs, il 28 gennaio 1982. Più di vent'anni dopo, alcuni documenti della CIA pubblicati mostreranno la scarsa fiducia di quest'ultima nelle possibilità di ritrovare vivo l'alto ufficiale e nelle capacità investigative italiane, nonché la preoccupazione per una internazionalizzazione in chiave anti americana del terrorismo italiano ed europeo. Ma anche, almeno stando a quanto è stato reso noto, la relativa scarsa conoscenza dei servizi americani, fino ai primi anni '80, delle BR:

"Nonostante alcune speculazioni sul trasferimento di Dozier in un paese vicino, le autorità italiane credono che il generale sia in Italia, forse nell'area tra Milano, Verona e Venezia - si legge ad esempio in un documento CIA del dicembre 1981 - Noi non abbiamo prove che nel passato le Brigate Rosse abbiano cercato di spostare i loro rapiti oltre i confini nazionali. La prigione del popolo dove fu detenuto Aldo Moro non è mai stata localizzata, ma la maggior parte degli esperti di sicurezza è convinta che il leader democristiano non sia mai stato lontano da Roma, e forse lo hanno tenuto sempre dentro Roma stessa".

L'altro dubbio di Galloni
'Ma allora qualche informazione sul rapimento Moro allora dagli americani poteva arrivare?', chiede Di Pasquale. "E' possibile - risponde Galloni - d'altronde Pecorelli (il giornalista di OP assassinato in circostanze misteriose il 20 marzo 1979) scrisse che il 15 marzo 1978 sarebbe accaduto un fatto molto grave in Italia e si scoprì dopo che Moro doveva essere rapito il giorno prima... (Moro venne rapito il 16 marzo , ndr.) . L'assassinio di Pecorelli - ha aggiunto Galloni - potrebbe essere stato determinato dalle cose che il giornalista era in grado di rivelare". Anni di indagini sulla morte di Pecorelli hanno portato di volta in volta a seguire piste dell'estremismo di destra, della Loggia P2, della mafia, fino al processo al senatore a vita Giulio Andreotti e all'ex magistrato Vitalone, chiuso dalla definitiva assoluzione sancita dalla Corte di Cassazione il 30 ottobre 2003.
"Del resto - ha proseguito Galloni - tutti i magistrati che hanno lavorato sul rapimento Moro hanno detto che le dichiarazioni delle BR non hanno avuto dichiarazioni del tutto convincenti. Qualcosa ci hanno nascosto. E l'interrogativo nasce in relazione anche ai servizi segreti deviati italiani, che rispondevano prima ai colleghi americani della CIA che ai loro superiori".
Una tesi che si ricollega ai molti che negli anni scorsi hanno sostenuto che durante il rapimento Moro i servizi americani non offirono la massima collaborazione, per ostacolare il 'compromesso storico' che avrebbe portato al governo il PCI.

Rapporti paritari
"Dalla fine '78 al 1984 ho fatto numerosi viaggi negli USA (...) - ha spiegato Galloni - Lì venni a sapere che la CIA era estremamente preoccupata per l'Italia, per il fatto che se i comunisti arrivavano al governo loro non avrebbero potuto mettere certe basi in Italia: una questione di vita o di morte per loro, rispetto alla quale qualunque atto sarebbe stato giustificabile. O si superano questi limiti o i rapporti non si svilupperanno mai su un piano di democrazia e parità".

"Per difendere la democrazia non bisogna uscire dalla democrazia. Bisogna trovare collegamenti e coordinamenti adeguati fra i Paesi. Quando nascono equivoci ... Il nostro Paese è parte dell'Occidente - ha detto ancora Galloni - ma si sa benissimo che alcune cose in Italia non si possono fare".

Questo nel 2005, ma poi chi lo ha saputo e che se n'è fatto di queste esplicite dichiarazioni? Insomma, quel Pci era talmente pericoloso che la CIA ha pensato bene di non farlo andare al Governo. Per loro, una colpa dai vantaggi decisamente superiori. Ed oggi hanno anche il coraggio di parlarci di nuove Br.