Ho appena visto tramite il Blog di Beppe Grillo questo spezzone di film
Mentre su Rai Tre"Rete comista,a detta di qualcuno"stanno parlando delle apparizioni della Madonna addollorata di un paese qui in provincia di Ascoli Piceno.Il mezzo di comunicazione più importante è il meno attendibile,il meno importante più sincero.
Non ci vuole niente ad aprire un blog,non devi per forza essere Silvio per dire qualcosa,qui tutti possono dire qualcosa e tra tante balle ci sarà una verità.
NO ALL'INfORMAZIONE IN MANO A POCHI!
mercoledì 27 febbraio 2008
Come sono diventato marxista?
Come sono diventato marxista?
Ebbene… andavo tra fiorellini candidi e azzurrini di primavera,
quelli che nascono subito dopo le primule,
– e poco prima che le acacie si carichino di fiori,
odorosi come carne umana, che si decompone al calore sublime
della più bella stagione –
e scrivevo sulle rive di piccoli stagni
che laggiù, nel paese di mia madre, con uno di quei nomi
intraducibili si dicono “fonde”,
coi ragazzi figli dei contadini
che facevano il loro bagno innocente
(perché erano impassibili di fronte alla loro vita
mentre io li credevo consapevoli di ciò che erano)
scrivevo le poesie dell'”Usignolo della Chiesa Cattolica”;
questo avveniva nel '43:
nel '45 “fu tutt'un'altra cosa”.
Quei figli di contadini, divenuto un poco più grandi,
si erano messi un giorno un fazzoletto rosso al collo
ed erano marciati
verso il centro mandamentale, con le sue porte
e i suoi palazzetti veneziani.
Fu così che io seppi ch'erano braccianti,
e che dunque c'erano i padroni.
Fui dalla parte dei braccianti, e lessi Marx.
[…]
(Da Pier Paolo Pasolini, Poeta delle Ceneri in Bestemmia - Poesie disperse II)
Ebbene… andavo tra fiorellini candidi e azzurrini di primavera,
quelli che nascono subito dopo le primule,
– e poco prima che le acacie si carichino di fiori,
odorosi come carne umana, che si decompone al calore sublime
della più bella stagione –
e scrivevo sulle rive di piccoli stagni
che laggiù, nel paese di mia madre, con uno di quei nomi
intraducibili si dicono “fonde”,
coi ragazzi figli dei contadini
che facevano il loro bagno innocente
(perché erano impassibili di fronte alla loro vita
mentre io li credevo consapevoli di ciò che erano)
scrivevo le poesie dell'”Usignolo della Chiesa Cattolica”;
questo avveniva nel '43:
nel '45 “fu tutt'un'altra cosa”.
Quei figli di contadini, divenuto un poco più grandi,
si erano messi un giorno un fazzoletto rosso al collo
ed erano marciati
verso il centro mandamentale, con le sue porte
e i suoi palazzetti veneziani.
Fu così che io seppi ch'erano braccianti,
e che dunque c'erano i padroni.
Fui dalla parte dei braccianti, e lessi Marx.
[…]
(Da Pier Paolo Pasolini, Poeta delle Ceneri in Bestemmia - Poesie disperse II)
José Saramago
"Da ultimo, che difficoltà incontra a mantenere il suo impegno comunista, che ha in parte ispirato "Una terra chiamata Alentejo", dopo la caduta del muro di Berlino e l'instaurazione del "nuovo ordine'' americano?"
Nessuna difficoltà. Il comunismo, per me, è di natura ormonale. Oltre all'ipofisi, io ho nel cervello una ghiandola che secerne ragioni affinchè io sia stato e continui a essere comunista. Quelle ragioni le ho trovate, un giorno, condensate in un motto de "La Sacra Famiglia" di Marx e Engels: "Se l'uomo è formato dalle circostanze, bisogna formare le circostanze umanamente''. Le circostanze non le ha formate umanamente il socialismo pervertito, e tanto meno le formerà mai il capitalismo, che è pervertito per definizione. Dunque, il mio cervello continua a secernere ormoni...
José Saramago (Nobel per la letteratura nel 1998) intervistato da Piergiorgio Odifreddi
José Saramago (Nobel per la letteratura nel 1998) intervistato da Piergiorgio Odifreddi
Jack London.
“Vi ho dimostrato matematicamente l’inevitabile crollo del sistema capitalistico. Quando ogni paese si troverà in possesso di beni in eccedenza inconsumabili e invendibili, il sistema capitalistico crollerà sotto l’enorme peso dei profitti che ha accumulato, e quel giorno non ci sarà nessuna distruzione di macchine, bensì la lotta per il possesso di esse. Se il lavoro ne uscirà vincitore, il vostro cammino sarà facile. Gli Stati Uniti, anzi il mondo intero, in un’era nuova e prodigiosa. La vita, anziché essere schiacciata dalle macchine, sarà resa da esse più bella, più felice e più nobile. Come membri della media borghesia abolita, insieme con la classe dei lavoratori, la sola che sopravviverà, parteciperete all’equa ripartizione dei prodotti di quelle macchine meravigliose. E noi, noi tutti, ne costruiremo di più meravigliose ancora. Non ci sarà più ricchezza non consumata, perché non esisteranno più profitti.”
Jack London da Il tallone di ferro
Jack London da Il tallone di ferro
lunedì 25 febbraio 2008
Iscriviti a:
Post (Atom)