lunedì 30 giugno 2008
DITTATORI DEMOCRATICI?
venerdì 27 giugno 2008
L'estate incantata
Era una mattina tranquilla e la città era ancora avvolta nel buio, infilata a letto. Il tempo diceva che era estate: il vento aveva quel certo tocco e il respiro del mondo era lungo, caldo e lento. Bastava alzarsi e sporgersi dalla finestra per sapere che quello era il primo giorno di libertà e di vita, il primo mattino d’estate.
Douglas Spaulding, dodici anni, appena sveglio, lasciò che l’estate lo cullasse nel flusso pigro dell’alba. Coricato nella stanzetta del terzo piano, col tetto della torre sopra di lui, Douglas si sentiva forte in quella stanza alta che cavalcava il vento di giugno, nella torre più imponente della città. Di sera, quando gli alberi si mescolavano in un’unica ombra, lui scoccava le sue occhiate in tutte le direzioni, come dall’alto di un faro, sull’oceano di olmi, querce e aceri mossi dal vento. E ora…
"Ragazzi!" sussurrò Douglas.
Aveva un’intera estate davanti a lui, un’intera estate da cancellare dal calendario, giorno per giorno. Gli sembrava di essere la dea Siva che aveva visto nei libri di viaggio, gli sembrava di avere anche lui cento mani con cui avrebbe raccolto mele acerbe e pesche, e naturalmente uva passa. Per vestiti avrebbe avuto gli alberi, i cespugli e i fiumi. Avrebbe gelato, volentieri, davanti alla porta del magazzino del ghiaccio, spiando la brina all’interno; e si sarebbe arrostito, con gioia, insieme ai diecimila polli della cucina della nonna.
Per il momento, tuttavia… lo aspettava un esercizio familiare.
Una volta alla settimana gli permettevano di lasciare papà, nonna e suo fratello minore Tom nella casetta attigua e di salire nella piccola torre che sovrastava la casa dei nonni, alla quale si accedeva per la lunga scala a chiocciola che lui faceva sempre di corsa, al buio. E in quella torre degna d’uno stregone si addormentava tra lampi e visioni, per risvegliarsi al mattino al tintinnio di cristallo delle bottiglie di latte. Allora bisognava compiere il rituale magico.
Si alzò, andò alla finestra e inspirò a pieni polmoni. Poi soffiò.
I lampioni stradali si spensero come candele su una torta nera. Soffiò ancora, e ancora, e cominciarono a sparire le stelle.
Douglas sorrise e puntò il dito.
Là, e poi là. Ora qui…
Rettangoli gialli si disegnarono sul vago terreno del mattino mentre nelle case accendevano delle luci. E un grappolo di finestre brillò all’improvviso a chilometri di distanza, nella campagna immersa nell’alba.
"Tutti sbadigliano. E tutti si alzano."
Sotto di lui la grande casa si stiracchiò.
"Nonno prendi la dentiera dal bicchiere!" attese un tempo ragionevole, poi: "Nonna, bisnonna, friggete le frittelle!"
Il caldo aroma della pastella fritta si diffuse nei gelidi corridoi per svegliare i pensionanti, le zie, gli zii, i cugini in visita e tutti quanti.
"Strada dove abitano i Vecchi, svegliati! Signorina Hellen Loomis, colonnello Freeleigh, signorina Bentley! Tossite, alzatevi, prendete le medicine, cominciate a muovervi! Signor Jonas, attacchi il cavallo, cominci a portare in giro il carretto!"
Le ville buie al di là del crepaccio che divideva la città spalancarono i loro maligni occhi di drago. Fra poco, nelle strade del mattino, due vecchie signore avrebbero pilotato una Macchina Verde elettrica, facendo segno a tutti i cani di scostarsi. "Signor Tridden, corra alla rimessa!" Fra poco, sovrastato da un nugolo di scintille azzurre, il tram cittadino sarebbe salpato per le vie pavimentate in rosso.
"John Huff, Charlie Woodman, siete pronti?" sussurrò Douglas in direzione della Strada dei Ragazzi. "Pronti!" a lanciare le palle da baseball nei prati umidi, a sedere sulle altalene che aspettavano, vuote, in mezzo agli alberi.
"Mamma, papà, Tom, svegliatevi."
Cominciarono a suonare le sveglie. L’orologio del municipio rimbombò. Gli uccelli si lanciarono dagli alberi come una rete che Douglas avesse gettato. E lui, direttore d’orchestra, li sentì cantare ed indicò il cielo a oriente.
Il sole spuntò dietro l’orizzonte.
Douglas si mise a braccia conserte e sorrise del sorriso di un mago. Sissignori, pensò, tutti saltano, tutti corrono quando io comando. Sarà una bella estate.
Rivolse alla città un ultimo schiocco delle dita.
Le porte delle case si spalancarono e la gente si affrettò ad uscire.
Cominciò l’estate del 1928. ...
giovedì 26 giugno 2008
Affari suoi
«Guardare il suo nuovo governo in azione è un po’ come sedersi a rivedere un brutto film»
Il Financial Times attacca Berlusconi
Editoriale del quotidiano britannico: «Una volta di più, Berlusconi si concentra su se stesso e non sull’Italia»
LONDRA (GRAN BRETAGNA) - Oh no, non un'altra volta. Potremmo tradurre così quel «Oh no, not again» apparso come titolo dell’editoriale sul Financial Times, col sottotitolo «una volta di più, Berlusconi si concentra su se stesso e non sull’Italia». Il quotidiano finanziario britannico come sempre non risparmia le parole: «Guardare il suo nuovo governo in azione è un po’ come sedersi a rivedere un brutto film». Se è «troppo presto per dare giudizi netti», però «le ultime dimostrazioni già lasciano prevedere un altro horror show». Perchè «una volta di più il premier 71enne impiega gran parte della sua energia politica a proteggersi dalle pubbliche procure d’Italia».
PROBLEMI GIUDIZIARI - Berlusconi «vuole far approvare una legge che sospenderebbe per un anno la maggior parte delle cause con una possibile pena superiore ai dieci anni» e sta anche «cercando di introdurre una legge che darebbe immunità alle massime autorità dello Stato, lui incluso». Ma tutto ciò «sarebbe di scarso interesse se il signor Berlusconi impiegasse la stessa energia a riformare la pigra economia italiana». Secondo il FT invece ci sono segni che potrebbe ripetere «i suoi peggiori errori, lasciar crescere fuori controllo i livelli del deficit e del debito», poichè «il governo ha presentato una finanziaria che vedrà salire il debito pubblico dall’1,9% del Pil nel 2007 al 2,5% nel 2008». L’Italia conclude il Financial Times «ha bisogno di un governo serio e responsabile. Berlusconi ieri ha detto che la magistratura lo ha sottoposto a un ’calvario’ senza fine. Ma l’unico "calvario" di questa storia è quello che sopporta l’Italia, che ha bisogno di un cambio di rotta estremo nelle sue sorti economiche e politiche».
mercoledì 25 giugno 2008
This is easy

Beh, con quest'afa e il cielo d'un celeste nebuloso squarciato da un sole d'un caldo invadente e non richiesto, difficilmente si può ascoltare di meglio. In ufficio, tra refrigeratori impazziti e scarpe troppo strette che non si lasciano vincere dalle carni rigonfie di piedi sofferenti, o in giro come zombie tra le strade di un'assolata provincia non si può chiedere di più alla musica.
Dentro c'è di tutto. Sigle di telefilm persi nel tempo; tutto il calcio minuto per minuto; musica per guardare le ragazze che passano; pantere rosa; bravi Benny d'oltremanica; nate libere; colonne sonore di film improponibili che vi siete sorbiti seduti al fianco dei vostri genitori estasiati; tappeti colorati infestati da peli di cane; zampe d'elefante; chiome cotonate; sciccherie da cockatail falsamente allegri; profumi dozzinali; cravatte a pois; ragazze brille che parlano troppo; uomini dentro abiti nuovi che corrono al lavoro dentro grattacieli oscillanti in cerca dell'adulterio più facile; serate danzanti senz'arte; crooner da piano bar di quart'ordine; spettacolini osé; bar con cameriere dalle tette nude e sobbalzanti; eccetera.
Vi si stamperà un sorrisetto ebete sul volto, e una sensazione dolceamara vi accompagnerà per il resto della giornata, fino a quando non crollerete esausti su di un letto, semisvestiti.
This is easy Disc 1
I Sotterranei del Vaticano 2
Per l'ennesima volta si sono accesi i riflettori sulla scomparsa di Emanuela Orlandi. Le dichiarazioni di una testimone diretta gettano gravi ombre su figure di spicco della gerarchia vaticana e sulle relazioni di alti prelati con membri della criminalità organizzata. Noi qualche sospetto l'avevamo già avuto nei mesi scorsi allorchè vi abbiamo riferito del singolare luogo di sepoltura di Enrico De Pedis, l'ultimo capo della Banda della Magliana.
http://loscavatore.blogspot.com/2008/03/i-sotterranei-del-vaticano-1.html