sabato 7 giugno 2008

Erinnerung


Una giornata fredda e piovosa quel 9 aprile del 1994. Un lungo viaggio in treno per raggiungere Ferrara dove, in un piccolo teatro del centro della cittadina emiliana, si sarebbe tenuto il concerto di uno sconosciuto gruppo tedesco, gli Endraum. Un duo (Hovi e Roman) autore, fino a quel momento, di alcuni demotapes che avevano suscitato grandi aspettative tra i dark di mezza Europa. Quella sera gli Endraum avrebbero presentato il loro primo lavoro ufficiale, quel Zeitenlicht che ancora oggi rimane un capolavoro ineguagliato, sint(h)etico ed immenso.
Non è facile comunicare le emozioni provate in occasione di quel concerto. Non è facile e l’inesorabile trascorrere degli anni renderebbe questo esercizio persino doloroso. Ma questo è il potere della musica, quello di lasciarti sensazioni che puoi ritrovare intatte anche a distanza di tempo.
Pochi ebbero la fortuna di vedere gli Endraum sul palco del piccolo teatro emiliano. Pochi, ma fortunati: quella sera, per citare un autore caro al compagno Beggar, la dolcezza e la generosità di Hovi e Roman furono capaci, in quei brevi momenti, di sconfiggere la volgare ingordigia dei nostri giorni.



giovedì 5 giugno 2008

Preghiera per Cernobyl



23:10 CRONACHE Nell'impianto di Krsko, a 130 km da Trieste, perdita di liquido dal sistema di raffreddamento. Lubiana: «Nessuna fuga radioattiva nell'ambiente, il reattore è stato spento». L'Ue lancia l'allarme e precisa: «Non ci sono rischi»

Per non dimenticare:

Si vedano a questo proposito i due racconti, posti all'inizio e alla fine del libro con l'identico titolo "Una voce solitaria", due storie femminili di intensità quasi insostenibile; e questa piccola chiusa, con le parole di una contadina tornata a vivere senza autorizzazione in quella sua casa contaminata che è per lei l'unico mondo possibile: "Tu, Svetocka, non prendere nota di quello che ti racconto, e non comunicarlo alla gente. Sono cose che è impossibile comunicare. Io te le racconto soltanto perché io e te si possa piangere un poco insieme. E perché, andando via, tu ti volti a guardare la mia casetta non una volta, ma due…".

Preghiera per Cerbobyl

Svetlana

martedì 3 giugno 2008

La Nuova Classe Politica Italiana


"Non vogliamo razze straniere, oggi chiedo un salto di qualità: avere come amico dell’uomo i cani e le razze che avevano i nostri progenitori. Vogliamo quegli amici dell’uomo che accompagnavano i nostri agricoltori e rispettavano l’economia floreale"

Giancarlo Gentilini, Vicesindaco di Treviso (Lega Nord)

L'elogio della sosta


A volte l’amicizia è strana: evidenzia percorsi da intraprendere e pensieri da sviluppare. Spesso offre chiavi di lettura di libri che ti appresti a leggere. E così è stato anche in questi ultimi giorni, almeno per me.

Mi ero addentrato da poco nell’intimità dei pensieri di Bianciardi, inchiostrati da par suo tra le pagine de Il lavoro culturale, e mi sono imbattuto in un racconto adolescenziale del proprio paese d’origine. La solita contrapposizione tra le visioni emancipate dei pochi giovani “bruciati”, e quelle dei medievalisti eruditi o dei benpensanti. La solita, sì, quella generazionale, ma non solo. Infatti da una parte ci sono quei giovani visti, appunto, come generazione bruciata: decisi a rompere con le tradizioni ed a rifare tutto daccapo. Ma dall’altra ci sono sempre gli stessi giovani che si contrappongono ai benpensanti anche attraverso la condanna di ogni abuso che colpisca la libertà individuale, quella di migrazione, di affollamento, di promiscuità, di novità. E questo anche attraverso la conservazione (parrà un controsenso, ma non è) di una propria identità paesana fatta di tradizioni, cultura ed urbanistica: la nostra città era bella così e la dovevano lasciar stare, e vivere, e crescere con il suo carattere genuino, una città di sterrati, di spazi aperti, al vento e ai forestieri, come Kansas City.

Da un lato c’è la città nuova, la periferia in espansione, e dall’altro i vecchi percorsi, i vecchi luoghi d’aggregazione, i belvedere, e tutto quello che via via viene risucchiato dal nuovo, o, peggio, cade nell’oblìo, anche attraverso una scarsa attenzione nei confronti della tradizione.

Ci si chiedeva, una sera, dove fosse possibile fermarsi a leggere un giornale fresco d’acquisto se non lungo il solito ed unico marciapiede della Strada Nuova, che puntualmente si lascia vincere dai posteggi, dove ci si potesse aggregare per discutere di politica o di fatti del giorno, dove ci si potesse soffermare per interagire con i paesani ed i forestieri, quale percorso sia ancora oggi possibile, e se ve ne fossero di antichi e non più vissuti né valorizzati.

Ecco: l’idea, la proposta era di istituire un gruppo di ricerca per riscoprire vecchi percorsi ed abitudini dei nostri avi. Un manipolo di persone volenterose e competenti che riscoprano e ripropongano le nostre tradizioni, anche attraverso interviste orali, e vi aggiungano altresì nuove idee conformi allo spirito del luogo.

Insomma, lasciamo da parte i cambiamenti mirabolanti, che sono solo costi aggiuntivi, o gli scempi obbrobriosi per partecipare alle speculazioni, che portano all’annullamento sentimentale, e facciamo crescere il carattere genuino di Fermo, che torni così ad essere una grande opera di consultazione, una specie di enciclopedia, una memoria collettiva, il tutto attraverso il proprio linguaggio, riscoprendone l’essenza e quella misteriosità, che è necessaria perché un luogo trattenga a sé (Pasolini docet).

A volte basta veramente poco per migliorare il posto dove si vive, e spesso basta guardarsi dentro e riscoprirsi, o forse semplicemente conoscersi.

No, non c’è altra possibilità: bisogna lavorare da noi, in provincia, nella nostra città. (Luciano Bianciardi)

Sicurezza: dati e percezione...


SICUREZZA: ISTAT, DIMINUISCONO OMICIDI MA ITALIANI HANNO PIU' PAURA


Roma, 7 mag. (Adnkronos)- Diminuiscono gli omicidi in Italia, ma gli italiani hanno più paura. E' quanto rivela l'Istat nel volume ''100 statistiche per il Paese, indicatori per conoscere e valutare'', presentato oggi a Roma dal presidente dell'Istituto di statistica, Luigi Biggeri alla presenza del presidente del Cnel, Antonio Marzano e del ministro per l'attuazione del programma di Governo, Giulio Santagata. Gli omicidi nel nostro paese sono passati dai 13 per milione di abitanti del 2000 ai 10,3, sempre per milione di abitanti del 2005, un valore sensibilmente inferiore della media europea, pari a 14 omicidi per milione di abitanti.

Da questo sito si possono scaricare le 100 statistiche Istat:

qui