domenica 10 agosto 2008

My heart, my life



Maestro indiscusso del Qawwali, la musica devozionale sufi, Nusrat Fateh Ali Khan ha collaborato con Michael Brook (chitarrista, compositore ed inventore canadese) in un un disco spettacolare come Night song. Nusrat è scomparso poco dopo a soli 49 anni (era il 1997) lasciando un'eredità infinita e un vuoto incolmabile. Il suo Pakistan e tutti coloro che hanno avuto la fortuna di ascoltarne l'innodia orbicolare attraverso la sua voce piena, fluttuante e mistica oggi soffrono l'assedio dell'assenza.

Video My heart, my life

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sabato 9 agosto 2008

Un luna park del cuore



25

Il mondo è un gran bel posto
per nascerci
se non date importanza alla felicità
che non è sempre
tutto questo spasso
se non date importanza ad una punta d'inferno
qua e là
proprio quando tutto va bene
perché anche in paradiso
non è che cantino
tutti i momenti
Il mondo è un gran bel posto
per nascerci
se non date importanza alla gente che muore
continuamente
o è soltanto affamata
per un po'
che in fondo poi fa male la metà
se non si tratta di voi

Oh il mondo è un gran bel posto
per nascerci
se non vi state troppo a preoccupare
di qualche cervello morto
su ai posti di comando
o di una bomba o due
di tanto in tanto
contro le vostre facce voltate
o di consimili scorrettezze
cui va soggetta la nostra
società di Gran Marca
con i suoi uomini che si distinguono
e i suoi uomini che si estinguono
e i suoi preti
e altri scherani

e con le varie congregazioni
e congressuali investigazioni
e altre costipazioni
che sono il retaggio
della nostra carne demente

Sì il mondo è il posto più bello del mondo
per un sacco di cose come
fare la pantomima della farsa
e fare la pantomima dell'amore
e fare la pantomima della tristezza
e cantare in sordina e avere ispirazioni
e andare a zonzo
guardando tutto
e odorando i fiori
toccando il culo alle statue
e persino pensando
e baciando la gente e
facendo figli portando pantaloni
e agitando cappelli e
ballando
e andando a bagnarsi nei fiumi
e fare dei picnic
in piena estate
o solo genericamente
"godendosi la vita"
ma poi proprio in mezzo a tutto quanto
arriva sorridente il
beccamorto

(lawrence ferlinghetti)

"La poesia che si è fatta udire di recente è ciò che potrebbe essere chiamata 'poesia di strada'. - Afferma Ferlinghetti - Perché consiste nel far uscire il poeta dal suo interiore santuario estetico dove troppo a lungo è rimasto a contemplare il suo complicato ombelico. Consiste nel riportare la poesia nella strada dove era una volta, fuori dalle classi, fuori dalle facoltà e in realtà fuori dalla pagina stampata. La parola stampata ha reso la poesia silenziosa. Ma la poesia di cui parlo qui è poesia parlata, poesia concepita come messaggio orale. A volte è stata letta col jazz, a volte no... quello che importa è che questa poesia usa gli occhi e le orecchie come non sono mai stati usati per molti anni".

Nella foto: Allen Ginsberg (below, left) to Lawrence Ferlinghetti,
at the Human Be-In, Hippie Hill, Golden Gate Park
San Francisco, California
Summer 1967

mercoledì 6 agosto 2008

In ricordo d'un crimine di guerra



Leo Szilard disse: "Se i tedeschi avessero gettato bombe atomiche sulle città al posto nostro, avremmo definito lo sgancio di bombe atomiche sulle città come un crimine di guerra, e avremmo condannato a morte i tedeschi colpevoli di questo crimine a Norimberga e li avremmo impiccati."

martedì 5 agosto 2008

Rabbia, pena, schifo o malinconia



E' talmente attuale 'sto testo che l'ho trovato su di un Forum così, con la censura sulla puttana:

Vecchia piccola borghesia per piccina che tu sia
non so dire se fai più rabbia, pena, schifo o malinconia.

Sei contenta se un ladro muore se si arresta una *******
se la parrocchia del Sacro Cuore acquista una nuova campana.
Sei soddisfatta dei danni altrui tieni stretti i denari tuoi
assillata dal gran tormento che un giorno se li riprenda il vento.
E la domenica vestita a festa con i capi famiglia in testa
ti raduni nelle tue Chiese in ogni città, in ogni paese.
Presti ascolto all'omelia rinunciando all'osteria
cosi grigia così per bene, ti porti a spasso le tue catene.

Vecchia piccola borghesia per piccina che tu sia
non so dire se fai più rabbia, pena, schifo o malinconia.

Godi quando gli anormali son trattati da criminali
chiuderesti in un manicomio tutti gli zingari e intellettuali.
Ami ordine e disciplina, adori la tua Polizia
tranne quando deve indagare su di un bilancio fallimentare.
Sai rubare con discrezione meschinità e moderazione
alterando bilanci e conti fatture e bolle di commissione.
Sai mentire con cortesia con cinismo e vigliaccheria
hai fatto dell'ipocrisia la tua formula di poesia.

Vecchia piccola borghesia per piccina che tu sia
non so dire se fai più rabbia, pena, schifo o malinconia.

Non sopporti chi fa l'amore più di una volta alla settimana
chi lo fa per più di due ore, chi lo fa in maniera strana.
Di disgrazie puoi averne tante, per esempio una figlia artista
oppure un figlio non commerciante, o peggio ancora uno comunista.
Sempre pronta a spettegolare in nome del civile rispetto
sempre lì fissa a scrutare un orizzonte che si ferma al tetto.
Sempre pronta a pestar le mani a chi arranca dentro a una fossa
sempre pronta a leccar le ossa al più ricco ed ai suoi cani.

Vecchia piccola borghesia, vecchia gente di casa mia
per piccina che tu sia il vento un giorno ti spazzerà via.

Questo per chi crede che le cose sono cambiate e certi termini sono sorpassati. Già, sì, in effetti le cose sono talmente cambiate che questa canzone oggi fa ridere rispetto alla realtà, che è ben peggiore.

Borghesia

lunedì 4 agosto 2008

In difesa della libertà d'espressione



Mi chiamo Catalano Nicola Vincenzo e sono un compagno iscritto al circolo Gramsci di Scandicci della federazione fiorentina. Sono anche un appartenente storico dell'area antagonista toscana e del collettivo del C.S.A. next Emerson di Firenze.
Da almeno nove anni vengo in vacanza nella vostra regione e mi è piaciuta tanto che ho deciso di trasferirmi li, appena mi consegneranno la casa il prossimo anno.
Vi scrivo perché sono rimasto molto colpito dalle reazioni spropositate di alcuni rappresentanti del PdL di PSG contro un loro assessore per l' autorizzazione data all' iniziativa "A Pugno Chiuso" che si terrà a P.S.G. il 8-9-10 agosto prossimi, in particolare contro il gruppo musicale degli Assalti Frontali.
Come militante comunista io sarò parte attiva nel lavoro delle serate e mi chiedevo se non fosse il caso che ci fosse una presenza anche dei compagni del nostro partito, non dico aderendo ufficialmente, ma a livello quantomeno personale, in quanto temo qualche provocazione (è solo una sensazione che mi deriva dall'aver letto le dichiarazioni degli assessori sul Corriere Adriatico, ma so anche di alcune iniziative manu militari da parte di un altro componente della giunta comunale in un'azione di polizia contro degli extracomunitari) e sono un po' preoccupato. La presenza di compagni di Rifondazione mi renderebbe più tranquillo.
Sarebbe anche un modo per conoscerci di persona.
Vi ringrazio per l'attenzione e cordialmente vi saluto.

Assalti Frontali - La nostalgia e la memoria

Talvolta
vorrei ripercorrere
le strade del mio quartiere
e ritrovare vorrei
quella generazione
che si formò
sul testamento di Julius Fucik
colui che sotto la forca
scrisse a noi per noi

la generazione
che correva compatta
da papà Cervi a consolarlo
a consolarsi

quella generazione
che disarmata
raccolse la bandiera della Resistenza
prima che la borghesia
l'agitasse oscena

vorrei ritrovarmi
con gli operai perseguitati
da Scelba e da Valletta
quelli dell'Officina Stella Rossa
i licenziati che seppero tenere
e ricordare qui vorrei
gli anni Cinquanta
tutti uno per uno
giorno dopo giorno

ricordare gli affanni
ricordare la fame
ricordare il freddo
il carbone
comprato a cinque chili per volta
e il baracchino con la pasta scotta
e null'altro

poi gli scontri
luglio '60
e gli struggenti ragazzotti
di piazza Statuto
col selciato tra le mani

ripercorrere vorrei
tutta via Cuneo
attraversare la Stura, la Dora
e tutto il quartiere mio
guardare vorrei
per una volta ancora
la vecchia casa
col cesso sul ballatoio
ritrovare per un attimo solo
i vent'anni miei
colui che per primo
mi chiamò terrone
e m'insegnò poi
che fare il crumiro
era il crimine più grande

in ultimo vorrei chinarmi
assorto
sull'elenco angoscioso
di chi non c'è più
e nascondermi vorrei
in via Chiusella
la più brutta delle strade
del quartiere mio

ricordare anche l'addio
violento, feroce, l'ira

ma pure
ritrovare le radici
in questo quartiere
piatto come l'anima
vasto come l'orgoglio
amato e vissuto
da quella generazione
la più infelice
la più dura
la più cara