giovedì 7 luglio 2011

martedì 5 luglio 2011

Comunicato PRC



Il PRC ha sempre sostenuto la necessità, a Fermo, di ritornare a fare politica per dare risposte concrete alle necessità di questa città che, per troppi anni, è stata invece oggetto di “disattenzioni” a vari livelli che non hanno certo aiutato la stessa a crescere. La nostra scelta immediata e convnita, senza tatticismi né giochi di potere, sulla candidata sindaco Nella Brambatti la dice lunga su come il nostro partito intenda la politica. Le idee, il rispetto delle persone, il dialogo e la partecipazione alle scelte devono essere preminenti rispetto a personalismi e tatticismi. Però, forse per inesperienza e forse anche per superficialità, alcuni passaggi della nuova amministrazione risultano improntati alla vecchia logica della politica. Dopo lo scivolone della nomina degli assessori, anche quella della nomina dei presidenti delle Commissioni Consiliari non sembra essere stata condivisa, e partecipata, da tutte le forze politiche o, quantomeno, condivisa a livello di segreterie di partito. Il PRC aveva più volte dichiarato la sua assoluta indisponibilità ad indicare ed accettare nomine a qualsiasi livello, ma era ed è molto interessato affinché l’amministrazione ponga, fin da subito, l’attenzione su alcuni aspetti fondamentali da risolvere, tra questi il problema di riqualificare due strutture dismesse e che per diversi aspetti hanno caratterizzato, nel bene e nel male, la vita lavorativa ed economica del nostro territorio, la SADAM e la SACOMAR. Sulla prima abbiamo letto proposte da parte dell’IDV che onestamente ci hanno lasciati, quantomeno, perplessi, vista la necessità di affrontare il tema con serietà e non già con battute o ipotesi che altro non fanno che illudere ancora una volta lavoratori e cittadini. La seconda problematica, non meno importante, riguarda la SACOMAR, azienda per anni all’attenzione cittadina per il grave inquinamento causato sia all’interno che all’esterno dell’area. La presenza, nella struttura, di amianto in cattivo stato di manutenzione oltre all’inquinamento del suolo rendono il problema SACOMAR urgentissimo da risolvere e deve coinvolgere sia la Provincia che la stessa Regione. Una riconversione della struttura a centro fieristico potrebbe ridare dignità sia alla zona e soprattutto alla struttura architettonica, che rappresenta una testimonianza della storia passata del nostro territorio. Da ultimo si segnala anche il grave stato di abbandono della ex Ceramica Lauretana divenuto ricettacolo oramai di cumuli di immondizia tra cui, rifiuti tossi e nocivi, consistenti quantità di amianto ammalorato, televisori e rifiuti speciali di ogni genere. Struttura che deve essere, urgentemente, quantomeno messa in sicurezza anche attraverso l’intervento delle autorità preposta alla vigilanza e controllo, ASUR, ARPAM, ufficio Ambiente Comunale, Vigili Urbani. Dare un segnale immediato di attenzione a queste problematiche vuol dire avere interiorizzato e consapevolmente capito che è finito il tempo delle promesse ma è giunto il tempo delle risposte.

Il Circolo del PRC di Fermo

lunedì 4 luglio 2011

In risposta a Di Ruscio


In merito alla risposta insensata di Di Ruscio a mezzo stampa sulla questione dell’aggressione ai due somali avvenuta in Piazza Verdi alcuni giorni addietro, mio malgrado mi trovo a ribadire due concetti molto semplici. In primis, quando cita l’uso scorretto della parola “sdoganare” riportandone la sola accezione di matrice doganale, dimenticando, o forse ignorando, l’accezione d’uso figurato nel linguaggio politico: “Con uso fig. (che ricalca l’uso analogo del fr. dédouaner), nel linguaggio politico e giornalistico, riabilitare, riscattare, dare nuova legittimazione a persone, forze politiche o ideologie che in precedenza erano state discriminate, escluse da una partecipazione attiva alla vita politica”. Quando si invita un condannato in secondo grado per mafia come Dell’Utri a parlare dei falsi Diari di Mussolini, ci si siede al tavolo dell’incontro con dietro la faccia del Duce e poi si danno locali comunali in comodato gratuito ad associazioni di stampo neofascista (com’è facile verificare dai loro siti o dalle spillette che si portano appresso), non ci si può poi nascondere dietro un dito, o sterili dati, negando l’evidenza di uno sdoganamento politico perpetrato in dieci anni di amministrazione comunale imbarazzante e congelante. Questo significa, per l'appunto, riabilitare e dare nuova legittimazione alla figura di un gerarca fascista e riscattare quelle istanze di stampo neofascista, in linea con i saluti romani al Campidoglio durante l’elezione di Alemanno a sindaco di Roma. Inoltre, il nostro ex Sindaco racconta alla cittadinanza di non essere a conoscenza della denuncia per diffamazione che egli stesso ha sporto contro l’autore di un comunicato stante in un blog, apparso anche sui giornali locali, scritto e firmato dal sottoscritto (ignoto?). Per questo un maresciallo dei carabinieri del Tribunale di Fermo mi ha convocato ufficialmente per chiedermi se quel comunicato sui fatti inerenti la serata con Giorgio Cremaschi alla Sala dei Ritratti fosse mio, ed una volta appresa la mia conferma lo stesso carabiniere, correttamente, mi ha informato che non poteva aggiungere altro perché l’allora sindaco di Fermo aveva denunciato per diffamazione l’autore di quell’articolo (e l’ha fatto leggendo le pagine del blog dove scrivo, pagine poi fotocopiate ed in mano al maresciallo, a dimostrazione che Di Ruscio sa perfettamente chi sono, dato che mi ha anche inoltrato su internet dei suoi chiarimenti su altre questioni sollevate), tant’è che ho portato alcune persone a confermare che ciò che avevo scritto nel comunicato era semplice cronaca. E vorrei ricordare inoltre che in quell’occasione i provocatori avevano i coltelli al seguito ed hanno imbrattato le mura del Corso con croci celtiche ed altri simboli nazifascisti, e che quell’amministrazione comunale, invece di identificarli e fermarli, magari ascoltando proprio noi testimoni, ha pensato bene di denunciare l’autore dell’articolo che aveva riportato quei fatti, conseguenza di altri che poi sono sfociati nell’aggressione ai due somali. Il tutto ad opera delle stesse persone che, nel frattempo, hanno impazzato per Viale Trento e che, se fossero state fermate dopo quelle prime provocazioni, non avrebbero potuto compiere quest’ultimo atto di sangue. Quindi, quando mi sono permesso di parlare di “sottovalutazione” e “sdoganamento” ho, come sempre, parlato con cognizione di causa – d’altronde far passare queste aggressioni di matrice neofascista e razzista come meri atti delinquenziali è un’operazione d’una miopia politica imbarazzante.

Mi dispiace non potergli rispondere che anch’io non lo conosco, mi dispiace perché avrei gradito non averlo mai conosciuto come Sindaco della mia città, ma tant’è.

Simone Tizi, un cittadino antifascista

mercoledì 29 giugno 2011

5 salti in Provincia


Le ultime vicende provinciali, con la decisione del presidente Fabrizio Cesetti di rimanere con 5 assessori, le esternazioni di Daniele Fortuna per i socialisti e la conseguente uscita pubblica di Sinistra Ecologia e Libertà, ci inducono ad una precisazione doverosa. Pur non avendo rappresentanti in Consiglio, per le tristi e note vicende, né in Giunta, dato che l’assessore della Federazione della Sinistra non si rapporta col Partito della Rifondazione Comunista, noi non abbiamo chiesto verifiche né rimpasti. Siamo rimasti assolutamente distanti da logiche di “poltrone” e rendite di posizione. Inoltre, siccome nel comunicato di SEL si parla di “comunisti”, appositamente virgolettati, che si sono espressi a favore del reintegro di Gaetano Massucci, uno che si è dimesso dal suo ruolo in Provincia per andarsene a candidarsi sindaco in opposizione al centro-sinistra alle ultime comunali, il PRC ribadisce che quei “comunisti” sono espressione del Partito dei Comunisti Italiani (autori del solito balletto del rimangiarsi le posizioni a distanza di pochi giorni, come per la candidatura di Paolo Rossi a sindaco, e forse per questo poi lo hanno fatto assessore “competente” all’Urbanistica, o il voto a Giovanni Lanciotti presidente del Consiglio, che si era deciso di non accordare), e non parlano a nome della FdS, dato che il PRC fermano era ed è assolutamente contrario al reintegro di Gaetano Massucci e rimane anche molto scettico riguardo l’attuale posizione de Il Centro del Fermano (forza politica che noi non abbiamo mai considerato fondamentale per il risultato alle provinciali) all’interno della coalizione di centro-sinistra, proprio in merito al comportamento discutibile del suo leader.

Simone Tizi, Segretario del Circolo di Fermo del PRC nonché membro del Comitato Politico Federale (CPF)

venerdì 24 giugno 2011

Grave aggressione neofascista a Fermo


Lunedì scorso a Fermo, lungo Viale Trento nella zona di Piazza Verdi, si è verificata in serata una ignobile e vigliacca aggressione da parte di un gruppo di otto italiani nei confronti di due ragazzi somali. I due giovani, all’uscita da un bar, venivano prima insultati ripetutamente con epiteti di stampo razzista, poi inseguiti e infine uno di loro veniva addirittura colpito alla testa con una bottiglia, riportando lesioni traumatiche, lacerazioni e copiosa perdita di sangue, refertate poi al Pronto Soccorso.

Si tratta di una azione riconducibile ad una palese matrice squadrista, opera di neofascisti che hanno costituito da qualche tempo la loro base di ritrovo proprio nella zona dell’aggressione e sono conosciuti tanto dalle forze dell’ordine quanto dai residenti e negozianti del posto.

Va sottolineato come tale ulteriore episodio vada ad inserirsi in un lunga scia di provocazioni, intimidazioni ed aggressioni accadute a Fermo in più occasioni, come quella del marzo scorso durante l’iniziativa di “Uniti Contro la Crisi" con il sindacalista Fiom Giorgio Cremaschi, con uso di coltelli e disordini in alcuni locali.

Del resto Fermo si presenta da mesi tristemente costellata anche “simbologicamente” da scritte neofasciste, croci celtiche e svastiche che stano deturpando le mura del nostro paese.

Occorre seriamente interrogarsi sulle responsabilità a vario livello, in primis politiche, di chi ha prima sdoganato tale cultura squadrista per poi albergarla all’interno della comunità locale, nonché sulle connivenze, complicità e omertà di chi sostiene una cultura violenta e xenofoba che deve essere estirpata al più presto.

Nell’esprimere tutta la nostra vicinanza ai due ragazzi aggrediti invitiamo tutti i sinceri democratici a far sentire a pieni polmoni la propria voce per liberare la città da questo cancro e a riaffermare i valori dell’antifascismo.

Fermo, lì 24 giugno 2011

C.G.I.L. Fermo
Collettivo Antifascista Fermo
Partito Comunista dei Lavoratori Fermo
Partito della Rifondazione Comunista Fermo
Sinistra Ecologia e Libertà Fermo