lunedì 7 aprile 2008

Sì a Fausto contro il Cavaliere. Ma sono più a sinistra.


Mario Monicelli, senta: lei, straordinario maestro del cinema italiano, insieme ad altri intellettuali firma un appello di sostegno alla Sinistra Arcobaleno e allora...

«Si fermi. Lei mi disturba per questo?».

Maestro...

«Mi dica: lei è rimasto sorpreso? Non abbia timore... coraggio, mi risponda: è rimasto sorpreso?».

Sorpreso, no. Ma certo questo suo schierarsi così netto...

«Netto? No, guardi: io fatico non poco a schierarmi con la Sinistra Arcobaleno».

Vuol dire che, istintivamente, sarebbe forse più propenso al Partito democratico di Walter Veltroni?

«Cosa? No no... quello lì, Veltroni intendo, ha come modello di riferimento gli Stati Uniti, e lei, beh, capirà...».

I fratelli Kennedy, e forse più Bob di John, e poi...

«E poi cosa? Lasci stare la dinastia Kennedy. Walter, purtroppo, ha come modello uno stato imperialista, spietato socialmente, dove chi è povero è molto povero e chi è ricco è molto ricco».

Sono discorsi da sinistra estrema.

«Infatti. I miei pensieri sono più a sinistra, e finalmente ci siamo, di quelli proposti dalla Sinistra Arcobaleno. Era ciò che cercavo di spiegarle: fatico a votare persino per loro. Per quelli che fanno promesse, proclami e che poi...».

E che poi?

«Beh, poi vanno al governo, ci stanno due anni, e invece di mettere mano al conflitto di interessi di Berlusconi, preferiscono diventare presidente della Camera e realizzare, quindi, un quinto delle promesse fatte in campagna elettorale».

Lei si riferisce a Fausto Bertinotti.

«Guardi, io di Bertinotti sono amico, lo stimo e lo frequento con piacere, e lo incontro, spesso, a cena, con sua moglie Lella... solo che, davvero, io sarei un bel po' più a sinistra di lui e della Sinistra Arcobaleno. Ma cosa c'è in Italia più a sinistra di loro? Così mi tocca accontentarmi».

Lei è sempre stato così radicale?

«Mio padre Tomaso, giornalista celebre e critico teatrale, fu perseguitato dal fascismo e, per questo, nel 1945 si suicidò. La prima cosa che perciò si può dire è che io sono antifascista dentro, nell'animo».

Poi?

«Poi, nell'immediato dopoguerra, divenni socialista. Con il mio amico regista Mario Camerini facemmo pure un po' di propaganda: all'epoca, a Roma, si tenevano discorsi in piazza Montecitorio, o nella Galleria Colonna».

Quindi lei nasce socialista.

«E sa quando smetto? Quando compare il faccione autoritario, dispotico di Bettino Craxi. Un esponente politico borghese, gran corruttore».

Eppure la figura di Craxi è stata assai rivalutata, maestro.

«E chi se ne frega... Io non lo sopportavo, e così, politicamente, vagai qualche mese, finché non finii dentro il Pci».

Molti registi italiani finivano in quei ranghi.

«Il cinema italiano era rosso. Penso a Scola, a Scarpelli, a Benvenuti, a Gigi Magni...».

Comencini?

«Gran socialista».

E gli attori? Sordi, Mastroianni, Gassman, Tognazzi, Manfredi...

«Mah, vede, gli attori, in genere, sono dei malati di mente che hanno una sola ambizione: quella di piacere a tutti. Si figuri se qualche grande avesse voglia di schierarsi politicamente».

Gian Maria Volonté si schierò.

«E infatti era considerato un antipatico di prim'ordine».

A lei starà molto antipatico Silvio Berlusconi.

«Dovrebbe essere il nemico numero uno di milioni di italiani. Ma siccome gli italiani sono stupidi, lo adorano. Chiunque prometta agli italiani benessere, riceve il loro voto».

Lei è pessimista.

«Mi sfogo. Quando posso. E poi, le dico: sa perché sono riuscito ad arrivare a 93 anni così lucido da star qui a discutere di politica?».

No. Perché?

«Perché non sono pessimista. Ma superficiale e comunista».


Intervista di Fabrizio Roncone sul Corriere della Sera, edizione del 07.04.2008

domenica 6 aprile 2008

Cos'è la vita per me


Cos’è la vita per me

Sono nato proletario. Ho scoperto presto l’entusiasmo, l’ambizione e gli ideali e nel tentativo di soddisfarli, ho finito per renderli il problema di tutta la mia infanzia. Vengo da un ambiente rude, volgare, duro. Non avevo un orizzonte davanti a me: direi piuttosto un confine. Il mio posto in questa società era negli abissi, dove la vita offriva solo squallore e sventura: lì, sul fondo, carne e spirito erano ugualmente affamati e tormentati.

Sopra di me troneggiava il colossale edificio della società e nella mia testa l’unica direzione era in salita. Dall’interno di questo edificio presto presi la decisione di arrampicarmi verso l’alto, dove gli uomini indossavano vestiti neri e camicie inamidate e le donne avevano abiti meravigliosi.

[...]

Mi resi conto che non mi piaceva vivere nei salotti della società. Ero intellettualmente annoiato, moralmente e spiritualmente nauseato. Pensai a tutti quegli intellettuali e idealisti, predicatori spretati, professori squattrinati e lavoratori dalla mente lucida con una coscienza di classe. Ricordai le notti e i giorni del sole e delle stelle quando la vita era meraviglia dolce e selvaggia, un paradiso spirituale di avventure generose e di idillio etico. E davanti a me vidi rifulgere nuovamente infuocato il Sacro Graal.

Così tornai alla classe lavoratrice nella quale ero nato e alla quale appartenevo. Non mi interessa più risalire. L’edificio della società che incombeva sul mio capo non conteneva più alcuna promessa di gioia. Sono le fondamenta dell’edificio che mi interessano. Poiché lì sono contento di lavorare, piccozza in mano, a fianco di intellettuali, idealisti e lavoratori con una coscienza di classe, per riuscire ogni tanto a far traballare tutto l’edificio. Un giorno, quando avremo più braccia e piccozze, lo capovolgeremo, e insieme ci libereremo di tutti quei morti insepolti, della vita marcia, del mostruoso egoismo e dell’ottuso materialismo. Dopodiché ripuliremo gli scantinati di questa società e ne costruiremo una nuova, migliore, dove non ci saranno salotti e le stanze avranno grandi finestre luminose e si respirerà un’aria limpida, nobile e onesta.

Questo è il mio orizzonte: attendo con ansia il tempo in cui l’uomo saprà conquistare un progresso che non sia solo materiale, il tempo in cui l’uomo agirà guidato da un incentivo più alto di quello odierno, che è appunto lo stomaco. Continuo a credere nella nobiltà e nell’eccellenza dell’uomo. Credo che la dolcezza spirituale e la generosità sconfiggeranno la volgare ingordigia dei nostri giorni. Infine, ho fede nella classe lavoratrice. Come disse un francese, “sulla scala del tempo riecheggia sempre il suono della scarpa di legno che sale e dello stivale lucido che scende.”


Jack London. Newton, Iowa, novembre 1905

sabato 5 aprile 2008

Lacrime e sangue


Otto mesi di reclusione e pena sospesa: tanto vale la vita di un ragazzo morto sul lavoro, la sofferenza dei suoi familiari, genitori, fratelli, amici. Questo è l’avaro prezzo che la nostra classe imprenditrice continua a pagare (o meglio a non pagare) per non aver garantito la sicurezza dei lavoratori. Un altro tributo di sangue e di lacrime in nome del profitto.


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venerdì 4 aprile 2008

Appello di 700 sindacalisti: no all’equidistanza con l’impresa



DIFENDERE IL LAVORO? VOTIAMO LA SINISTRA
Il 13 e 14 aprile andremo a votare con la consapevolezza che l’autonomia del sindacato non può essere indifferenza e disimpegno rispetto al quadro politico e al risultato elettorale. Ancora una volta ci troviamo a contrastare una destra aggressiva, liberista e populista che fa della centralità dell’impresa e degli interessi della finanza e del mercato il paradigma della “riforma del paese”. Nuovi paladini della “modernità” preferiscono inseguirla sul suo stesso terreno: ai cittadini e ai lavoratori non rimarrebbe che scegliere tra due partiti fortemente interclassisti.Partendo dalla nostra esperienza quotidiana, noi pensiamo, invece, che al centro di questa campagna elettorale debbano stare i temi dell’aumento di salari e pensioni per recuperare l’enorme spostamento della ricchezza verso i profitti e le rendite avvenuto negli ultimi 15 anni; della qualità del sistema produttivo; della stabilità dell’occupazione e la fine del precariato; dell’allargamento dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, che subiscono il peggioramento delle condizioni di lavoro, a partire dall’inaccettabile livello di morti e infortuni; di uno sviluppo alternativo, basato sul rispetto dell’ambiente e del territorio.Sosteniamo le ragioni de La sinistra l’Arcobaleno che, unica nel panorama politico, in un processo di rinnovamento a sinistra, pone al centro del suo programma un radicale cambiamento della società, basato sulla centralità del lavoro e del suo valore e non su una equidistanza tra impresa e lavoro.Il lavoro degli uomini e delle donne, come riconosciuto nell’art. 1 della Costituzione, ha contribuito alla crescita democratica del Paese e ha “contaminato” i più importanti partiti storici dell’Italia; ha concorso al rafforzamento della democrazia parlamentare; ha rappresentato la liberazione dal bisogno per milioni di persone; ha trasformato il sapere e saper fare della società. Il loro impegno sociale, le loro lotte hanno contribuito al progresso, alla civiltà e allo sviluppo democratico del paese.La democrazia di questo paese è cresciuta con il lavoro e le “conquiste” sociali. Lo stato sociale, i diritti individuali e collettivi, la politica economica rappresentano l’esito delle conquiste realizzate dal lavoro.Queste conquiste sono soggette al continuo attacco di coloro che considerano il lavoro, la condizione umana, merce da sottoporre all’esigenza del mercato e della competitività.Sostenere le ragioni del lavoro significa sostenere il diritto alla sua rappresentanza nel parlamento. Per questo invitiamo le lavoratrici, i lavoratori e i pensionati a partecipare al voto. Noi, sottoscrittori di questo Appello, votiamo e sosteniamo la Sinistra l’Arcobaleno.
***
Firmatari: L.Abbascià, M.Abbondi, S.Affinito, R.Agarossi, P.Agnello Modica, D.Aguiari, G.Aiello, G.Airaudo, G.C.Albori, A.Aldini, A.Alfonsi, A.Allamprese, A.Amaro, L.Amato, C.Amato, A.Amendola, A.Amoruso, P.Amoruso, V.Anastasi, A.Apicella, C.Arcangeli, V.Argentato, P.F.Arrigoni, B.Asghari, A.Assirelli, G.Astone, M.Atzei, R.Augello, D.Augscheller, C.Azzetti, G.Bagalà, M.Bagnaschi, C.Baldini, G.Baldoni, F.Ballerini, Mas.Balzarini, Mau.Balzarini, V.Bardi, C.Barone, W.Bartolini, S.Baschieri, S.Basile, B.Basini, G.Bellezza, F.Bellisario, A.M.Belloni, P.Belloni, F.Beltrami, M.Bendoni, P.Benedetti, M.Beneggi, P.Bentivegna, N.Benuzzi, T.Benvenuti, M.Bernabei,, G.Bernardini, M.Bersani, D.Bertino, M.Bertolasio, M.Bertolini, G.Bertoluzza, M.Bertona, A.Bertuzzi, G.F.Besenzoni, S.Biagini, S.Bianchi, S.Bianchin, C.Bianchini, A.Biasioli, S.Bigazzi, E.Bizi, F.Bodria, L.Boldorini, R.Bonati, V.Bondi, R.Bonetti, A.M.Bonifazi, D.Bonometti, M.Bordegari, R.Boretti, S.Borini, M.Borsetti, ,P.Bosi, W.Bossoni, G.Botti, S.Bova, M.Boyer, B.Bozzo, M.Braccini, M.Brancato, A.Breda, M.B.Brioschi, L.Brotini, C.Bruno, F.Bruno, D.Bruschi, M.Bucarini, E.Bucchioni, P.Buccianti, N.Buccione, P.V.Bursich, P.Buttasi, M.Cabrini, M.Cadeddu, C.Caiazza, C.Calitri, V.Calzavara, ,L.Camedda, I.Campaniello, R.Campari, D.Campostori, F.Canale, A.Candiloro, M.Canepa, Mar.Canepa, P.Capello, I.Capitelli, M.Capotorto, A.Cappai, S.Cappellini, G.Capuzzi, A.Caracciolo, G.Carassale, G.Carbone, S.Cardinali, C.Carlei, F.Carletto, G.F.Carniel, N.Carnine, M.Carotta, G.Carrara, A.Carretti, Ad.Caruso, An.Caruso, Ann.Caruso, J.Casa, W.Casavecchia, A.Caselli, A.Cassatella, L.Cassina, L.Castellani, A.Castelli, P.Catacchio, A.Cataldo, C.Cattini, A.Ceci, L.Ceglia, ,F.Celestini, G.Centineo, A.M.Cernigliaro, M.Ceruti, E.Ceschin, U.Cherubini, M.Chiappani, A.Chieregato, G.Chiesura, L.Chini, A.Chinosi, T.Chiodo, G.Chirabino, G.P.Ciambotti, T.Ciardo, S.Cicalese, C.Ciccani, N.Cimmino, A.Cipriani, F.Cisse, M.Cittadino, G.Civiero, G.Clemente, A.Coccia, M.T.Coccini, D.Coco, S.Coda, D.Cogno, M.Coi, C.Colajanni, G.Colazilli, D.Colombetti, P.Coltella, M.P.Cominici, A.Compagnoni, C.Conconi, C.Congiu, P.Conte, A.Contini, I.Contino, M.Converio, C.Cornelli, A.Corona, G.Cremonesi, G.Crimi, R.Criscitiello, D.Criscuolo, B.Crivelli, R.Cuccu, C.Daidone, T.Dal,Borgo, G.F.Dall’Agnese, R.D’Andrea, F.Danini, D.D’Anna, E.Dardanelli, D.D’Aurora, D.David, M.De,Carli, E.De,Caro, L.De,Filippi, G.De,Lorentis, A.De,Rosa, E.De,Tommasis, F.Del,Corso, M.Delfino, G.P.Della,Quercia, V.Dellicicchi, G.Dentato, M.Di Biase, D.Di Blasi, P.Di Lullo, N.Di Matteo, E.Di Michele, M.Di Rocco, G.Di Santo, A.Di Tommaso, F.Di Ventura, F.Dieta, G.Dilullo, E.Dinino, A.D’Orazio, M.Endrizzi, E.Eramo, G.Ermini, P.Esposito, A.Fabbri,, S.Fabiani, A.Falò, G.Fantin, M.Faticanti, T.Fazi, A.Fedeli, A.Fegatelli, M.Ferletti, V.Ferrara, M.Ferrarese, W.Ferrari, A.Ferraro, R.Ferraro, L.Ferraro, E.Festa, A.Filippi, F.Fiordelli, M.Foffo, F.Fontanelli, A.Forti, M.Fossati, S.Fossati, C.Franza, F.Frixa, A.Fruzzetti, G.Fuga, A.Fuiano, V.Fuschini, S.Fusco, E.Gabbi, P.Gabriele, U.Gadler, M.Gaeta, N.Gaeta, L.Galante, C.Gallo, E.Galossi, A.Garzillo, B.Geminian, T.Genchi, A.Genco, G.Genesi, B.Gennaro, M.Gentile, G.Gentile, M.Germano, N.Gervasi, M.Giaccaglia, A.Giacone, R.Giacopello, V.Giammartini, M.Giandinoto, L.Gianessi, A.Giannelli, G.Giannini, G.Giglioni, I.Giordan, R.Giordano, G.Giorgetti, G.Giorgi, G.C.Girardi, R.Giudici, S.Giuliano, G.Giulio Ermini, Z.Giupponi, S.Gorelli, M.Governale, A.Gozza, R.Grassi, V.Greco, D.Greco, S.Gremigni, L.Grimaldi, M.Guadagni, R.Guglielmetti, C.Gullì, D.Hako, N.Iacovino, R.Iacovino, S.Iannace, M.Ianni, M.Ierace, D.Ingrillì, O.Invoglia, S.Ioli, A.Ippolito, M.Iraci, M.A.Isaia, S.Kane, H.R.Khakpour, R.Kneipp, I.La Cioppa, A.La Monica, E.La,Sala, F.Labella, S.Labriola,, A.Lagona, B.Lami, M.Landi, M.Landini, A.Lareno,Faccini, P.Lenna, A.Leo, S.Leonardi, M.Leone, P.Leonesio, S.Leoni, A.Lepore, L.Leuci, S.Lihard, G.Lippi, S.Livorno, L.Lo,giudice, M.Lo,Monaco, L.Locci, P.Loddo, A.Loi, S.Lorefice, L.Losa, M.Luciani, M.Madeo, D.Maffezzoli, M.Maggio, R.Maglietta, L.Magnani, C.Maio, C.Maiocchi, A.Malandra, M.Malerba, L.Malesardi, G.Mamone, V.Manazzale, C.Mandreoli, M.Mandressi, L.Mangani, L.Manià, M.Manieri, G.Marano, A.Maraschin, M.Marcelli, A.Marchitelli, M.Marcianò, M.Marcon, R.Mariani, G.Marinelli, N.Marongiu, R.Marra, A.Marrocu, G.Martina, M.Martinese, M.Martino, A.Martire, S.Maruca, M.Masat, M.Mascoli, E.Masini, I.Massa, G.Mastrogiusppe, R.Mastrosimone, M.Mattiuzzo, M.Mauri, M.P.Mazzasette, G.Mazzoni, G.F.Melone, F.Menaboi, P.Milello, D.Mileo, A.Miniati, G.Mininni, G.Mirabelli,Badenier, S.Mirimao, A.Moiza, A.Molari, G.Molin, M.Monaldi, L.Mongiovi, E.Montagna, M.Montagnani, A.Montagni, P.Montalti, G.Montanini, M.Mora, G.Mora, G.Morabito, E.Morana, A.Morandi, A.Morcavallo, C.Morelli, L.Morganti, A.Moriconi, R.Morsia, A.Motta, A.Mura, C.Mura, P.Muratore, M.Nardini, S.Nassi, A.Ndoja, O.Negrini, C.Nesi, G.Nespola, N.Nicolosi, R.Nonino, S.Nordio, S.Ognibene, G.Oleandro, M.Olivieri, P.Oliviero, O.Olivo, E.Onano, R.Orsini, G.R.Ortolani, F.,Ospazi, F.Ottone, M.C.Pagana, M.E.Pala, G.Palermo, ,E.Palumbo, M.Panarese, G.Pani, D.Pantaleo, G.Paoletti, S.Paolillo, E.Paone, A.Papadimitra, B.Papignani, M.Pappalardo, D.Papparato, S.Papuzzi, M.Passalacqua, D.Pastore, G.Patroncini, L.Patti, D.Pavanello, L.Pedrazzani, M.Pedroni, C.Pelicanò, G.Pellegrino, S.Pellegrino, G.Pellizzato, F.Peroni, E.Perrotti, A.Perugini, F.Petrone, F.Pezzolo, E.Pezzuto, B.Pierozzi, D.Pignat, G.Pilotti, A.Piras, V.Pirito, F.Pirovano, F.Pitisi, A.Poddesu, M.Politi, D.Pompili, G.Praino, G.Prezioso, C.Proietti, T.Pugliese, M.Pugliese, C.Quagliotti, V.Quaranta, R.Quattrocchi,, A.M.Randazzo, M.Randazzo, M.Ranieri, P.Ranieri, D.Raspelli, B.Rastelli, M.Ratti, L.Rava, F.Re,David, E.Regina, L.Ricci, P.Righetti, P.Rinaldi, M.Rinaldi, D.Rinaldi, T.Rinaldini, G.Rinaldini, R.Ripamenti, N.Riva, L.Rivara, D.Rizzo, F.Rocca, R.Romano, A.M.Romano, D.Ronca, R.Ronconi, A.Ronga, R.Rosi, A.Rossa, R.Rossi, D.Rossi, L.Rossi, Li.Rossi, Mar.Rossi, Mau.Rossi, M.C.Rossi, M.Rota, G.Roversi, G.Rubini, G.Rucci, A.Rufini, L.Russo, P.Ruzza, E.Saba, G.C.Saccoman, M.Sai, G.Sala, U.Saleri, S.Salvato, G.Sani, G.Sanna, T.Sanna, E.Sanseverino, G.Santarpino, G.Santoro, V.Santucci, A.Sardiello, E.Sardo, I.Sartogo, C.Scafo, M.Scagliarini, L.Scalia, G.Scaltriti, A.Scarpa, D.Scarpa, M.Scarpa, D.Scarpa, S.Scarpa, S.Scauzillo, F.Schiera, M.Sciancati, M.Scipioni, G.Scira, E.Scoppa, T.Scrimenti, F.Scurpa, G.Seccia, E.Segantini, R.Selles, F.Seren,Rosso, S.Serraino, L.Servo, A.Sgrò, S.Signorile, M.Signorino, V.Silingardi, G.Silvestrini, M.Sinopoli, R.Soccorsi, F.Soffietti, P.Soldini, L.Soresini, A.Sotgiu, A.Spavento, M.Spera, L.Spezia, C.Stacchini, D.Stefanelli, G.Stellino, G.C.Straini, R.Stratoti, N.Stumpo, M.Suberati, D.Sulis, E.Talenti, P.Tamma, B.Tanno, L.Tartaglia, M.Tedino, N.Telora, D.Tennenini, D.Tessari, G.Tiano, A.Tiboni, L.Tinagli, A.M.Tirreno, N.Tius, L.Tocchioni, S.Tonioli, P.Tonon, C.Torricella, V.Toscano, S.Tosini, R.Traiano, G.Tremul, F.Trinchero, F.Trivelli, F.Trunfio, F.Truscia,, M.Tudino, M.Tuosto, R.Turati, V.Turco, A.Turco, G.Turudda, M.Vaccaro, G.F.Valente, G.Vallefuoco, F.Vanzati, G.Varnaccia, S.Vecchi, L.Vecchia, R.Vecchiet, M.Venini, C.Ventrone, M.Verdi, I.Vigliarolo, M.C.Villa, M.Viniero, P.Visentin, T.Vito, M.Vitolo, A.Vitteritti, G.C.Vivana, P.Vivani, N.Zaccardi, V.Zanellato, S.Zappa, E.Zattoni, D.Zilioli, G.L.Zilocchi, G.Zippilli, A.Zonta, G.Zuavi, M.Zucchiatti.

mercoledì 2 aprile 2008

Un popolo di democristiani

Decipimur specie recti

Ce l’hanno fatta! Ci sono riusciti. Ebbene sì, il famigerato Grande Centro, dal sapore un po’ occultato di Prima Repubblica, è pronto. In fondo non se n’era mai andato del tutto, i suoi uomini non ci avevano lasciato, gli Andreotti e i De Mita sono sempre stati con noi (resta con noi, non ci lasciar, la notte mai più scenderà), tra fraterni baci mafiosi, pretini e sinistre democristiane.

In effetti erano anni che certi loschi figuri - che si autodefiniscono progressisti - ricercavano l’affollamento al centro, cioè verso quel non luogo, quella terra di nessuno (o di tutti) ove Prodi e Berlusconi diventano uguali, e destra e sinistra s’assomigliano, ma senza più quel grande partito comunista a far da contrappeso, a salvare l’Italia. E oggi ci sono riusciti definitivamente.

E così i nostalgici della politica in chiave di scambio, intrigo, inghippo, congiura di palazzo, equilibri tra correnti e gruppi di consenso, clientelismo e piccolo cabotaggio saranno accontentati. Saranno accontentati anche i milioni di italiani cresciuti a pane ed anticomunismo (l’equivalente del maccartismo in Italia era Gladio); quelli d’estrazione piccolo borghese, sempre molto politically correct, che hanno gli armadi pieni zeppi di scheletri, ma l’importante è che non si vedano!; quelli dell’antipolitica, improntati al qualunquismo spinto del “rubano tutti” e “sono tutti uguali”; quelli della generazione passiva, che affollano le piazze ma non hanno mai messo piede in una sezione di partito. E poi quelli cattolici ma senza impegno, cioè gli italiani inclini alla preghiera ma che vanno poco in chiesa; hanno una Bibbia ma non la leggono; dicono di conoscere i dieci comandamenti ma faticano a ricordare il primo e si chiedono se il decalogo lo abbia dettato Dio o Mosè, e che al tempo stesso dichiarano apertamente di seguire “poco” o “per niente” i precetti della propria chiesa.

Insomma, un partito nuovo fatto di nomi nuovi, Veltroni e Bindi, che richiama l’italiano medio, quello mediamente cattolico e mediamente borghese, alla sua vera essenza di menefreghista moderato, ma non moderatamente. Un partito che piace a Berlusconi, e ai suoi “forzaitalioti”, e che forse li ospiterà - la moglie praticamente già c’è. Un partito che riunirà i centristi di destra e quelli di sinistra sotto un unico grande tendone, una sorta di “Circo Barnum” dalle eccezionali dimensioni e capacità divinatorie populiste. Un partito che rassicurerà tutti coloro i quali vogliono continuare a vivere senza grandi idee, impegni e grossi impicci, che preferiscono chi ci farà diventare sempre più vassalli degli USA e sempre più invasi dal Vaticano, sulle questioni politiche e non solo, a chi porta avanti i problemi scomodi di una parte sempre più povera del Paese, e sempre più senza voce in capitolo, senza rappresentanti e senza più speranze. Un partito che si basa sul nulla, sul vuoto ideologico che altro non è che la totale mancanza di idee, punti di riferimento importanti, modelli economici umani che non professino la lotta dell’uomo contro l’uomo, e non diano un prezzo ad ogni cosa. Un’apertura malcelata verso una coscienza liberale travestita con i buoni sentimenti.

Infine parliamo degli uomini. Sono persone che hanno inseguito sempre i voti moderati, che hanno seppellito la sinistra socialista e realmente differente (cioè quella che rappresentava un Paese pulito in un Paese sporco, un Paese onesto in un Paese disonesto, un Paese intelligente in un Paese idiota, un Paese colto in un Paese ignorante, un Paese umanistico in un Paese consumistico, proprio quello di cui parlava Pasolini, non quello delle intercettazioni Unipol-Bnl) per ricompattare il centro, questo rassicurante prato verde abitato da democristiani di sinistra e democristiani di destra, esattamente lo stesso target di persone che votava la vecchia DC. Ossia quel popolo di democristiani che, invece di far progredire e traghettare verso un reale cambiamento, cercano, come si faceva nella Prima Repubblica, di assecondare per prendere voti. Il tutto senza considerare la mano lunga della Chiesa (diversi leader sono dell'Opus Dei), e l'americanismo di fondo di molti futuri dirigenti del partito, che ci renderà sempre più provincia dell’Impero.

Velo pietoso, poi, sulla farsa della votazione in sé: tra gente che ha votato più volte e papocchi indicibili, alla fine ha vinto chi doveva vincere, chi era preposto da tempo. Perdita di tempo e sperpero di danaro assolutamente inutili. E Retequattro è ancora lì dove non dovrebbe stare, e nessuno fa niente, se ne frega un intero popolo di democristiani.

(Albert Camus diceva che l’America è una colonia di terremotati mentali, ecco, non sono riuscito a trovare una definizione più calzante per figurare gente che si sposta verso il centro, ricercando vecchi partiti fatti di moderati e perbenisti che tralasciano i problemi fondamentali, estremi, irrisolti - che di moderato non hanno nulla, e dal moderatismo non ricaveranno nulla -, e che vanno a votare in massa per scegliere una persona già scelta da un partito che nasce dalle spoglie di margherite, querce ed ulivi.)

Segnatevi questa data: 14 ottobre 2007


Non sapranno mai, queste bellezze da vignette,
questi prodotti avariati, nati da un secolo cialtrone,

questi piedi da stivaletti, queste dita da nacchere,

soddisfare un cuore come il mio.
[…]

Da L’ideale, Charles Baudelaire


(articolo scritto per il n° 7 de Lo Scavatore)