mercoledì 15 aprile 2009

Ancora censura


... Chiunque abbia visto la trasmissione incriminata sa che la critica di Santoro alla Protezione Civile è stata circostanziata e testimoniata. Che la struttura di Bertolaso non avesse predisposto un piano di emergenza nella regione colpita, è evidente. Nessuna esercitazione, nessuno in Prefettura pronto a intervenire. Otto ore dopo la tragedia, alle 11,30 del mattino successivo alla grande scossa, i medici dell’ospedale non avevano ricevuto aiuto, e alle 6 del mattino non c’erano ambulanze disponibili. Sono i fatti testimoniati dai primari intervistati dagli inviati di Anno Zero e confermati dal sismologo più accreditato Boschi. Peccato che nessun telegiornale li avesse notati, e che solo i cronisti di alcuni giornali li avessero denunciati.

Da il manifesto

... Questa gente dà la brutta sensazione di non aver vissuto né essere stata educata in Europa, non aver letto un libro, non sapere come ci si comporta a livello istituzionale, di essere ingorda di consenso e digiuna di didattica democratica.

(Diego Cugia)

Siamo in un regime totalitario. Alzate lo sguardo, alzate la testa. Fate girare queste vignette, indignatevi contro queste censure, contro questi ritardi, contro queste morti annunciate. Fatelo, per dio!, dimostrare di essere ancora vivi e di non far parte della generazione passiva. Battete un colpo!

venerdì 10 aprile 2009

Sunt lacrymae rerum


Funerali di Stato insopportabili, tutti quei prelati come avvoltoi, tutti quei canti imbecilli... li hanno uccisi due volte.

Come al solito, non c'è vera partecipazione ma spettacolarizzazione. Modi di emanare la propria influenza, l'egemonia culturale, quella tradizionale e religiosa. Si avverte un impossessamento di quelle morti, un uso strumentale per dare messaggi evangelici o di buongoverno. Le nostre anime, i nostri connazionali. Se non si fossero spente così, le loro vite non sarebbero interssate a nessuno. In vita erano poveri cristi come tanti altri, oggi sono le nostre anime, i nostri connazionali. Un modo come un altro per sparger merda in maniera affettata e buonista.

mercoledì 8 aprile 2009

Ian Tomlinson death


Ancora sangue sui volti dei manifestanti, ancora una morte assurda, ancora le solite forze dell'ordine:

Il domenicale Observer raccoglie le testimonianze di chi ha visto cadere l'edicolante Tomlinson
durante la manifestazione contro il vertice dei Grandi: "Spinto e manganellato"
Londra: "L'uomo morto al G20
è stato aggredito dalla polizia"
dal nostro corrispondente ENRICO FRANCESCHINI

LONDRA - Ci sono voluti cinque giorni, ma la verità sulla morte misteriosa di un uomo durante la "battaglia" di mercoledì scorso nella City tra dimostranti e polizia comincia finalmente ad emergere. La Independent Police Complaints Commission (Ipcc), una commissione governativa indipendente che ha la supervisione del comportamento della polizia, ha ricevuto testimonianze oculari secondo cui la vittima è crollata al suolo dopo essere stata assalita da agenti anti-sommossa armati di manganelli.

Come riportato per primo giovedì da Repubblica citando fonti dei manifestanti che dicevano "lo hanno ucciso", Ian Tomlinson, un edicolante di 47 anni che tornava a casa dal lavoro, avrebbe dunque perso la vita a causa delle forze dell'ordine, non per un infarto sofferto per caso mentre si trovava nelle vicinanze degli scontri tra no-global e poliziotti come riportato finora da Scotland Yard.

La commissione independente non ha ancora reso noto il suo rapporto sulla vicenda, al termine del quale deciderà se aprire un'indagine giudiziaria ufficiale per individuare i responsabili di una "morte sospetta", ovvero di un possibile omicidio. Ma ieri l'Observer, edizione domenicale del quotidiano Guardian, ha a sua volta pubblicato tre resoconti, forse degli stessi testimoni che hanno deposto davanti alla Ipcc, in cui si afferma che Tomlinson fu attaccato "violentemente" dagli agenti. Uno di questi sostiene che l'uomo è stato colpito pesantemente alla testa con un manganello. Un altro riferisce che è stato spinto alle spalle dai poliziotti con una forza tale da fargli sbattere la testa per terra. E uno di questi testimoni ha dato al giornale anche fotografie scattate sulla scena, in cui si vede l'edicolante a terra, inerme, circondato da poliziotti con caschi, scudi e manganelli: fa un gesto come per protestare o ripararsi. Successivamente al suo fianco c'è un giovane in abiti borghesi che, secondo i resoconti, lo ha aiutato a rialzarsi. Ma i testimoni concordano che dopo aver mosso qualche passo barcollando, Tomlinson si è accasciato di nuovo al suolo: e non ha mai più ripreso conoscenza.

Dice all'Observer Anna Branthwaite, una esperta fotoreporter: "Ricordo bene di averlo visto. Veniva spintonato da dietro da un poliziotto in assetto anti-sommossa, due o tre minuti prima che perdesse i sensi. Non era un esagitato o un provocatore, ma la polizia sembrava aver perso il controllo. Gli agenti avevano chiuso la zona della manifestazione, non lasciavano entrare o uscire nessuno, ma qualche passante riusciva lo stesso a filtrare trai cordoni di poliziotti. Tomlinson era uno di questi". E' una tattica che i dimostranti hanno definito come "chiuderci in gabbia", usata anche in altri paesi in occasione di manifestazioni di protesta: accadde anche al G8 di Genova, e ora fortemente criticata dalla stampa inglese, che accusa la polizia di metodi brutali che hanno fatto salire la tensione e incentivato gli scontri. Un altro testimone oculare, Amiri Howe, 24 anni, ricorda di aver visto un agente picchiare Tomlinson "vicino alla testa" con un manganello: è lui che ha scattato le foto dell'episodio pubblicate dall'Observer. Dice una donna, di cui il giornale non rivela il nome ma che ha testimoniato alla commissione indipendente: "L'ho visto cadere a terra, dopo essere stato violentemente spintonato in avanti. da un poliziotto. Ho notato che cadendo ha sbattuto in modo orrendo la fronte sul marciapiede. Ne sono rimasta fortemente impressionata". E un'altra donna, Natalie Langord, 21 anni, riferisce i suoi ultimi attimi di vita: "Barcollava, pareva disorientato, poi è crollato al suolo. Ho chiesto a un mio amico di soccorrerlo".

E' a questo punto che alcuni manifestanti hanno chiamato altri poliziotti, che hanno inviato sul posto due infermieri, i quali hanno inutilmente tentato di rianimare Tomlinson e poi hanno fatto arrivare un ambulanza: ma l'uomo è arrivato morto in ospedale. Era sposato, ma viveva da solo in un ostello nei pressi della City. David Howart, deputato del partito liberal-democratico, afferma che "dovrà esserci una piena inchiesta giudiziaria, è possibile che quest'uomo sia stato ucciso dalla polizia".

(5 aprile 2009)

Il video

martedì 7 aprile 2009

Questa è la favola della viltà (op. cit.)



Nel mezzo di baronati ed accademie frutto del provincialismo italico, c'è qualche scienziato che ancora usa la testa, e parla di buonsenso. La tragedia di L'Aquila ha prodotto solo un veloce avviso di garanzia per una persona che studia i collegamenti tra radon e grossi terremoti, prassi consolidata da anni in Giappone. I nostri scienziati chiusi nelle loro torri eburnee, e la gente di fuori a morire ancora sotto polveri antiche.

Nessuna prevenzione, nessun allarme, nessun danaro speso per rendere antisismiche le case. Niente di niente.

Terremoti

Come c’era da aspettarsi, il prolungarsi della sequenza sismica che sta interessando in questi giorni l’aquilano comincia a suscitare un notevole interesse, per non dire preoccupazione, nella popolazione. Altrettanto, c’era da aspettarsi la diffusione di notizie di tutti i generi, alcune esatte, altre inesatte o male interpretate, altre ancora decisamente sbagliate e pericolose.

Nella mia qualità di ricercatore che ha lavorato per oltre un decennio presso il Gruppo Nazionale Difesa dai Terremoti del CNR, nonché di docente di Geologia presso la nostra Università, mi permetto di fare (non) brevemente il punto della situazione. È un dato di fatto, storico, statistico e geotettonico, che l’Appennino centrale, e l’Aquila in particolare, siano sede di attività sismotettonica elevata. Storicamente, nella città dell’Aquila si sono registrati negli ultimi 800 anni almeno 4 eventi di forte intensità (9 settembre 1349 – X MCS; 26 novembre 1461 – X MCS; 2 febbraio 1703 – X MCS; 6 ottobre 1762 – IX-X MCS), oltre a qualche altra scossa presa a prestito dai paesi vicini (5 dicembre 1456, Molise; 7 ottobre 1639, Amatrice; 13 gennaio 1915, Avezzano). In realtà, in molti casi, le strutture tettoniche dell’aquilano appaiono collegate con quelle vicine: è il caso del terremoto del 9 settembre 1349, preceduto di poche ore da una scossa del X grado nel reatino e subito seguita da una terza scossa del IX a Sulmona. Ancora più esemplicativi sono i terremoti del 1703, che iniziarono il 14 gennaio con una scossa di XI grado a Norcia-Amatrice, seguiti dalla scossa del 2 febbraio all’Aquila, ed ancora seguita, tre anni dopo, da un terremoto di XI grado in Maiella. Terremoti e strutture tettoniche, quindi, sono collegate tra loro da precise relazioni fisiche: al rilascio di energia (terremoto) e di deformazione su di una struttura, corrisponde un successivo accumulo su quella contigua: se questa è sufficientemente “carica”, può a sua volta rompersi, ecc. Se noi conoscessimo tutti i parametri e le forze in gioco, potremo calcolare l’evoluzione del sistema nel tempo, cioè “prevedere” l’attività sismica. Poiché, purtroppo, non potremo mai conoscerli con sufficiente precisione, dobbiamo affidarci ad altri metodi: i cosiddetti “precursori”, tra cui il flusso di radon studiato da Giuliani (ma anche dallo scrivente) è uno dei più promettenti. In attesa tuttavia di disporre di “previsioni” certe ed attendibili, dobbiamo ricorrere all’analisi statistica delle serie storiche, od alla sua forma semplificata: il buonsenso. L’Appennino è una catena montuosa viva, attiva, che cresce lentamente, se pur a piccoli passi, spinta dalle grandi forze tettoniche che muovono i continenti. Ad ogni passo corrisponde un terremoto, piccolo o grande, e dopo un certo periodo di quiete dobbiamo aspettarci che la struttura sia pronta per il passo successivo. Il buonsenso ci dice che difficilmente potrà passare un altro secolo senza che la nostra Città debba subire un’altra scossa disastrosa. Non so se questa attività sismica attuale (che comunque si colloca sulla struttura principale, a circa 10 km di profondità) possa preludere a scosse di intensità maggiore, comunque certamente sta svolgendo l’utilissimo ruolo di rammentarci che viviamo in zona sismica. Ancora a buonsenso, dobbiamo prepararci: molti di noi, od i nostri figli, od i nostri nipoti, dovranno affrontare l’esperienza del terremoto. Le probabilità che avvenga una scossa più o meno forte non dipendono da noi, ma sta a noi ridurre il rischio che questa ci causi qualcosa di spiacevole. Molte di queste “strategie” di mitigazione del rischio devono (dovrebbero?) essere affrontate dall’amministrazione pubblica: preparare piani di evacuazione, di soccorso in emergenza, di supporto all’edilizia antisismica ecc.

Antonio Moretti Docente di Geologia Regionale, Università dell’Aquila Ricercatore Gruppo Nazionale Difesa dai Terremoti, CNR

mercoledì 1 aprile 2009

Borghezio tiene lezione ai neo fascisti francesi



Ecco come sdoganano il fascismo, partendo strategicamente dai piccoli comuni come il nostro, insistendo sull'aspetto regionalista...