mercoledì 27 gennaio 2010
Dimenticanze
mercoledì 20 gennaio 2010
Rovescismo migliorista
Craxi, oltre ad essere stato un corruttore corrotto, indi un DELINQUENTE (l'Italia intitola vie e piazze ad un delinquente, con il beneplacito del nostro Presidente, una vergogna, un'infamia), ha attuato politiche antioperaie, politiche contro la redistribuzione, contro l'equità. Ma quello che più mi fare ridere, al di là dell'indignazione per le volgari ed inopportune parole di Napolitano, è l'atteggiamento dei rovescisti dell'ultima ora che evitano accuratamente di parlare dell'unica situazione positiva del politico Craxi, cioè quell'apertura ai palestinesi, quell'aver paragonato i resistenti palestinesi a Mazzini, giustificandone la lotta armata. Di questo, ovviamente, nessuno ne parla.
Napolitano ha dimostrato di essere un uomo pessimo che pronuncia parole vergognose, indegne, indecenti.
Da queste cose deriva il male dell'Italia, molto più che dalle destre. Dal migliorismo vicino al partito socialista, dalle parole ignoranti sulle foibe, dal qualunquismo di luci ed ombre su Craxi. Eccetera.
Non è il mio Presidente, non lo è mai stato e mai lo sarà.
Detto questo, la rivalutazione del politico Craxi serve alle destre per difendere l'operato di Berlusconi contro la magistratura, prestarsi a questo gioco è oggi il fascismo.
venerdì 15 gennaio 2010
Annozero, Rosarno e la politica
Annozero: dall'uomo che lavorava e mangiava solo arance da 5 giorni, che ha schiaffeggiato un intero popolo con la semplice umanità dell'accettazione di una sconfitta, fino ai cadaveri nel deserto a causa dei nostri "soddisfacenti" accordi per i respingimenti. E poi quella ragazza costretta a mentire su di un manifesto contro la mafia, che è stata una pagina tra le più brutte di questa faccenda. Immane Vauro, come al solito.
Rosarno e la politica: è ovvio che questi eventi non possono altro che considerarsi "emergenziali", ma sono problemi politici. La politica, per definizione, è tutto ciò che attiene la città, è l'arte di governare gli Stati. Ma è soprattutto l'indirizzo, la linea da seguire, e deve fare cultura, una nuova cultura. Per questo serve una politica meno reazionaria, meno da colletti bianchi, una politica stradaiola ed internettiana al contempo, che sappia ancora indignarsi, metterci la faccia e picchiare duro, i pugni sui tavoli. Ma serve anche una politica del cittadino, serve un autocontrollo, un'autodisciplina, una cultura che riscopra la quintessenza della comunità, cioè la condivisione e la percezione che tutto ciò che accade agli altri interessa anche noi, direttamente o indirettamente. Che si torni a fare politica attiva, non solo nelle sedi di partito.
lunedì 4 gennaio 2010
Il ritorno del Principe
venerdì 1 gennaio 2010
Anno nuovo, vecchi censori
Pescara, censurati i manifesti UAAR
La richiesta del circolo UAAR di Pescara di affiggere manifesti con la scritta Crocifisso a scuola? No grazie è stata respinta dall’amministrazione comunale. Il sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia (centrodestra) ha dichiarato che “in qualità di legale rappresentante dell’amministrazione comunale” ha ritenuto “inopportuna” la concessione dell’autorizzazione, in quanto i manifesti “non intendono diffondere una propria convinzione di carattere religioso, ma piuttosto a mettere in discussione la credibilità di un simbolo, il crocifisso, storicamente condiviso dall’intera cristianità”. Il sindaco ha aggiunto che, a suo dire, “il dettato costituzionale” fa riferimento “proprio al ‘comune sentire’, ossia ai principi ampiamente condivisi dai cittadini e profondamente radicati nella collettività”. Ha inoltre ricordato che “il Regolamento comunale per le pubbliche affissioni, all’articolo 35 bis, comma 1, stabilisce che è facoltà dell’Ufficio competente rifiutare l’affissione di materiale pubblicitario il cui contenuto possa integrare ipotesi di reato. A tale proposito si pone l’attenzione sulla possibilità, ovviamente da approfondire nelle opportune sedi, che i contenuti dei manifesti in questione siano tali da configurare un delitto contro le confessioni religiose, di cui al titolo IV del Codice penale”.
Contro la decisione del sindaco si sono già espressi i consigliere regionali Maurizio Acerbo e Viola Arcuri di Rifondazione Comunista, i quali hanno definito la decisione del sindaco “illegittima e incostituzionale; perché in un paese democratico non è possibile sottoporre a censura le opinioni di cittadini, associazioni o partiti [...] queste cose accadono in Iran o in Arabia Saudita”. Il loro invito a revocare il provvedimento è accompagnato dalla constatazione di quanto sia “paradossale che, mentre sono regolarmente affissi manifesti del movimento Fascismo e Libertà con tanto di fascio littorio, l´UAAR debba attendere il visto della censura”.
L’UAAR si riserva ovviamente di tutelare in ogni sede il proprio costituzionale diritto alla libertà di espressione e di coscienza.