mercoledì 13 luglio 2011
E' mezzanotte nel secolo
martedì 12 luglio 2011
Principiis obsta
Con l’assoluta correttezza e fermezza che ci contraddistinguono, noi del PRC di Fermo, attraverso il sottoscritto, diamo comunicazione alla cittadinanza della sfiducia al consigliere Andrea Morroni, eletto nelle fila dello stesso PRC. La sfiducia viene posta per i seguenti due gravi motivi. In primis, il Partito della Rifondazione Comunista era ed è contrario alla Presidenza del Consiglio accordata, tramite voto consiliare, a Giovanni Lanciotti di FM. Questa decisione era stata presa all’interno sia del partito che della Federazione della Sinistra, come da incontro avvenuto ufficialmente tra otto membri di essa, equamente distribuiti. La decisone era stata comunicata al Morroni, il quale di sua sponte, in accordo coi ripensanti del PdCI, l’altro partito della FdS, ha deciso all’ultimo momento di votare a favore. E poi, molto più grave perché a conferma di una prima indecisione, che si è così verificato non essere tale, lo stesso Morroni ha accettato, autonomamente e senza ascoltare il proprio partito, che sapeva contrario, la Presidenza della II Commissione Consiliare Permanente, Tecnica-Ambientale, cosa sgradita al PRC, da sempre contrario a contentini politici, specialmente se in chiaro conflitto con l’assessorato, anch’esso presieduto da un esponente della stessa lista elettorale. Per questi motivi il Segretario ha richiesto ai membri del Direttivo che si votasse la sfiducia al consigliere, cosa avvenuta con una netta e chiara maggioranza.
E’ del tutto palese e comprensibile che il consigliere Andrea Morroni non si rapporta col suo partito e che, quindi, non può rappresentarlo in alcuna sede ufficiale - e dato che il PRC ed il PdCI esistono in Comune come espressione della FdS, non può rappresentare manco quest’ultima. Vorrei ricordare che Rifondazione ha una storia decennale e consolidata, fatta di lotte sul territorio e nelle amministrazioni, e nessun eletto può scordarla o disconoscerla, comportandosi autarchicamente in rappresentazione di se stesso e delle proprie convinzioni personali.
Paradossalmente, non ha alcuna rappresentanza in questa amministrazione comunale quel partito che da subito ha sostenuto la candidatura della Brambatti, in contrapposizione proprio all’altro partito interno alla FdS, che ancora ieri ribadiva che l’attuale sindaco l’abbiamo voluto noi e non loro (forse potrebbero chiedere le dimissioni del proprio assessore, dato che lo è in una Giunta con a Sindaco una seconda scelta, ma credo siano impegnati ad accordare i violini per nuove e più servili sviolinate).
Inutile ribadire che da questo momento non esiste più quel freno alla deriva centrista che il PRC - unico partito a sedersi al tavolo del centro-sinistra solo dopo le rassicurazioni sull’estraneità dell’UdC al percorso comune - ha chiesto ed ottenuto. Da oggi questa coalizione comunale è svincolata da ogni dovere morale. Il cosiddetto “Modello Marche” è lì che aspetta, in Provincia come in Comune.
Fisicamente fuori da questa maggioranza ci riserviamo di dare il nostro appoggio esterno alle questioni inerenti quel Programma che abbiamo coscientemente firmato, nell’attesa che vengano realizzati tutti i suoi punti, compresi quelli evidenziati nel nostro ultimo comunicato stampa - a meno di sostanziali ripensamenti politici da parte di quest’amministrazione comunale. Chi credeva di poter giocare con il PRC ha dimostrato scarsa conoscenza della storia politica fermana di questo partito, ed una scarsa acutezza di fondo. Noi le maniche ce le siamo corciate da tempo, e lavoreremo per non transigere.
Simone Tizi, Segretario del Circolo di Fermo del PRC
giovedì 7 luglio 2011
martedì 5 luglio 2011
Comunicato PRC

Il Circolo del PRC di Fermo
lunedì 4 luglio 2011
In risposta a Di Ruscio
In merito alla risposta insensata di Di Ruscio a mezzo stampa sulla questione dell’aggressione ai due somali avvenuta in Piazza Verdi alcuni giorni addietro, mio malgrado mi trovo a ribadire due concetti molto semplici. In primis, quando cita l’uso scorretto della parola “sdoganare” riportandone la sola accezione di matrice doganale, dimenticando, o forse ignorando, l’accezione d’uso figurato nel linguaggio politico: “Con uso fig. (che ricalca l’uso analogo del fr. dédouaner), nel linguaggio politico e giornalistico, riabilitare, riscattare, dare nuova legittimazione a persone, forze politiche o ideologie che in precedenza erano state discriminate, escluse da una partecipazione attiva alla vita politica”. Quando si invita un condannato in secondo grado per mafia come Dell’Utri a parlare dei falsi Diari di Mussolini, ci si siede al tavolo dell’incontro con dietro la faccia del Duce e poi si danno locali comunali in comodato gratuito ad associazioni di stampo neofascista (com’è facile verificare dai loro siti o dalle spillette che si portano appresso), non ci si può poi nascondere dietro un dito, o sterili dati, negando l’evidenza di uno sdoganamento politico perpetrato in dieci anni di amministrazione comunale imbarazzante e congelante. Questo significa, per l'appunto, riabilitare e dare nuova legittimazione alla figura di un gerarca fascista e riscattare quelle istanze di stampo neofascista, in linea con i saluti romani al Campidoglio durante l’elezione di Alemanno a sindaco di Roma. Inoltre, il nostro ex Sindaco racconta alla cittadinanza di non essere a conoscenza della denuncia per diffamazione che egli stesso ha sporto contro l’autore di un comunicato stante in un blog, apparso anche sui giornali locali, scritto e firmato dal sottoscritto (ignoto?). Per questo un maresciallo dei carabinieri del Tribunale di Fermo mi ha convocato ufficialmente per chiedermi se quel comunicato sui fatti inerenti la serata con Giorgio Cremaschi alla Sala dei Ritratti fosse mio, ed una volta appresa la mia conferma lo stesso carabiniere, correttamente, mi ha informato che non poteva aggiungere altro perché l’allora sindaco di Fermo aveva denunciato per diffamazione l’autore di quell’articolo (e l’ha fatto leggendo le pagine del blog dove scrivo, pagine poi fotocopiate ed in mano al maresciallo, a dimostrazione che Di Ruscio sa perfettamente chi sono, dato che mi ha anche inoltrato su internet dei suoi chiarimenti su altre questioni sollevate), tant’è che ho portato alcune persone a confermare che ciò che avevo scritto nel comunicato era semplice cronaca. E vorrei ricordare inoltre che in quell’occasione i provocatori avevano i coltelli al seguito ed hanno imbrattato le mura del Corso con croci celtiche ed altri simboli nazifascisti, e che quell’amministrazione comunale, invece di identificarli e fermarli, magari ascoltando proprio noi testimoni, ha pensato bene di denunciare l’autore dell’articolo che aveva riportato quei fatti, conseguenza di altri che poi sono sfociati nell’aggressione ai due somali. Il tutto ad opera delle stesse persone che, nel frattempo, hanno impazzato per Viale Trento e che, se fossero state fermate dopo quelle prime provocazioni, non avrebbero potuto compiere quest’ultimo atto di sangue. Quindi, quando mi sono permesso di parlare di “sottovalutazione” e “sdoganamento” ho, come sempre, parlato con cognizione di causa – d’altronde far passare queste aggressioni di matrice neofascista e razzista come meri atti delinquenziali è un’operazione d’una miopia politica imbarazzante.
Mi dispiace non potergli rispondere che anch’io non lo conosco, mi dispiace perché avrei gradito non averlo mai conosciuto come Sindaco della mia città, ma tant’è.
Simone Tizi, un cittadino antifascista