lunedì 19 dicembre 2011

Torture



Che io sappia (ma io ne so ben poco), nessun animale tortura un altro animale e tanto meno un suo simile. Vero è che si dice che il gatto prova piacere e si diverte un mondo a tormentare il topo che gli è finito tra le grinfie e che infine lo divorerà, ma solo dopo avergli mordicchiato ben bene le carni in una sorta particolare di macerazione, ma gli intenditori di queste materie (non so se gli intenditori di gatti o di topi) affermano che il felino, come un raffinato gourmet sempre alla ricerca delle reali cinque stelle, sta semplicemente migliorando il sapore del manicaretto grazie all'inevitabile rottura della vescicola biliare del roditore. Essendo la natura tanto varia e diversa, tutto è possibile. Meno diversa e varia, contrariamente a quel che in genere si crede, è la natura umana. Ha torturato in passato, tortura oggi e, non abbiamo alcun dubbio, continuerà a torturare per tutti i tempi dei tempi, a cominciare dagli animali, tutti quanti, che siano domestici o meno, per finire con la propria specie, delle cui agonie particolarmente si diletta.

Per quelli che s'impuntano sull'esistenza di qualcosa che, con l'aria più candida di questo mondo, si spingono a chiamare bontà umana, la lezione è dura e capacissima di far svanire qualcuna delle loro amate illusioni. È appena stato portato a conoscenza dell'opinione pubblica uno dei più demenziali casi di tortura che avremmo potuto immaginare. Il torturatore è un fratello dell'emiro di Abu Dhabi e presidente degli Emirati Arabi Uniti, uno dei paesi più ricchi del mondo, grande esportatore di petrolio. Lo sventurato torturato è un commerciante afghano accusato di avere perso un carico di cereali del valore di 4000 euro che lo sceicco Al Nayan (è questo il nome della bestia) aveva acquistato. 

Com'è andata si racconta in poche parole, dato che per un resoconto completo ci vorrebbe un libro di molte pagine. Il video registrato, di quarantacinque minuti, mostra un uomo in tunica bianca che colpisce i testicoli della vittima con un pungolo elettrico, di quelli che si usano per incitare il bestiame, che poi gli introduce nell'ano. Dopo gli versa sui testicoli il contenuto di un accendino e appicca il fuoco, gettandogli poi del sale sulla carne bruciata. Per concludere, investe più volte lo sventurato con un fuoristrada. Nel video si possono udire le ossa che si rompono. Come si vede, un semplice capitolo in più dell'illimitata crudeltà umana.

Se Allah non comincia a badare alla sua gente, andrà a finire male. Come manuale del perfetto criminale avevamo già la Bibbia, ora è la volta del Corano, che lo sceicco Al Nayan recita tutti i giorni. 

(José Saramago)

giovedì 15 dicembre 2011

Breve riflessione sul Natale


Tutto sommato, a me l’allegoria del Natale piace, nel senso di monito dell’uomo fatto all’uomo. Cristo e Belzebù non come persone reali, esistite ed esistenti, ma come rappresentazione allegorica della lotta del bene contro il male, il racconto di una morale possibile, di una redenzione per la razza umana. Cristo e Belzebù unicamente umani, terragni, né angeli né dèi, solo uomini in fin dei conti fatti della stessa carne, intrecciati tra loro, tra tentazioni e cadute, tra ammirazione per le ragioni dell’uno e comprensione per quelle dell’altro. Uniti ed al contempo divisi, come lo stesso bene e male lo sono. Né assoluta purezza, né assoluta dannazione. Solo esseri umani che possono sbagliare, cercando di fare più bene che male, ed a volte non riuscendovi. Ma sempre con la possibilità di salvarsi, di poterci riprovare, di avere una seconda occasione, dopo aver pagato pegno. E quindi il Natale vale per tutti coloro che hanno sbagliato, per tutti coloro che lo passano in carcere (dietro sbarre di ferro o nella prigione della mente) ma ne potranno uscire cambiati per riaffrontare ancora la vita, una nuova vita, tutti coloro che sono stati vinti dal male ma stanno ora guardando al bene. Per loro rinasce ogni volta quella stessa speranza, che di per sé è una parola vuota, ma che si riempie di tutte quelle ragioni che sono le conquiste dell’uomo civile, conquiste contro la pena di morte e contro l’ergastolo, contro l’elettroshock e lo sfruttamento, contro il pettegolezzo ed il moralismo, contro la coazione ed il conformismo, contro il razzismo ma anche contro l’eugenetica, il controllo delle nascite, la ricerca, appunto, di una razza perfetta e superiore, da manipolare geneticamente.
Distaccato dal suo concetto meramente religioso e dalla sua consumistica mercificazione conseguente, che contribuisce a creare l’uomo alienato, il Natale inteso come nascita, o come rinascita, di un uomo nuovo che non viene dal cielo ma dalla profondità della terra, cioè da ciò che "giace sotto la coscienza" (Jung, Psicologia e religione), diventa una speranzosa opportunità. Un uomo che siamo tutti noi, la nostra essenza, e che ricorda a noi, quindi a se stesso, che un altro mondo è possibile, che l’orizzonte ultimo dell’umanità può non essere ancora la lotta dell’uomo contro l’uomo.
Questo è il mio Natale, che viene ogni giorno. Quella speranza che vado riempiendo di idee e che non è bugia.

venerdì 9 dicembre 2011

I nazi-tecnocrati


Ora si possono vedere: sono una razza superiore, sono bellissimi e hitleriani. Chi sono? Sono i tecnocrati italiani. (Giorgio Gaber, La presa del potere -  1973)

I grandi gruppi finanziari che rappresentano il capitalismo internazionale dovevano trovare il modo di sopravvivere alla crisi mondiale, da loro provocata, e dovevano fare in modo che l’Italia si munisse di una guida tecnica presentabile al resto dei governanti europei, più disciplinati nei confronti di quel potere capitalistico che ne muove i fili, di questi burattini della politica, da sempre in mano al potere economico. Silvio Berlusconi era un intralcio, troppo preso a salvare se stesso dalla magistratura per poter applicare in maniera scientifica quella macelleria sociale che Mario Monti può garantire, e che può fare mostrando un certo aplomb ed un discreto savoir-faire, cose sconosciute ai politici scelti dal Cavaliere, gente al limite dell’idiozia e dotati di scompostezze ridicole e volgari.

Di contro, Monti garantisce anche lo stesso Berlusconi, difatti non vengono toccate le televisioni di proprietà né quelle che controlla, garantendo posti di potere e continuità a molti uomini vicini allo stesso Berlusconi. In più, riesce a lasciare fuori dalla manovra le Banche, la Chiesa cattolica, gli speculatori ed i grandi evasori, arrivando perfettamente laddove il precedente Governo aveva in parte fallito, vuoi per incapacità politiche che per interessi marginali e periferici, spesso individuali.

Paradossalmente, il governo Berlusconi era l’ultimo baluardo da abbattere per attuare quella macelleria sociale totale che il governo Monti sta già iniziando, e che porterà a termine con l’assenso di gran parte della classe politica italiana. Far fuori Berlusconi è stato un diktat della finanza internazionale, che fa capo alla massoneria di sinistra del gruppo Bilderberg. Un golpe senza apparente spargimento di sangue. Nessun negoziato, nessuna mediazione era più possibile, bisognava garantire ai gruppi di potere la sopravvivenza e si dovevano applicare, celermente e con cognizione di causa, senza intralci di escort o difese d’ufficio, quelle misure atte a rastrellare il danaro dalle mani dei più poveri, poco individualmente ma molto a livello collettivo, dato che i poveri sono da sempre stragrande maggioranza rispetto ai ricchi, e nonostante questa evidente disparità numerica sono da sempre questi ultimi a comandare, decretando implicitamente la fallibilità di ogni modello democratico capitalistico.

Peggio di così non poteva andare. Berlusconi è vivo e lotta con Monti, con l’appoggio di gran parte del centro-sinistra.

lunedì 5 dicembre 2011

Comunicato PRC


Riscontro un senso di sconforto dilagante da parte degli iscritti al Partito della Rifondazione Comunista come di molti cittadini di sinistra nei confronti delle scelte sciagurate di questa nuova amministrazione comunale, non solo per ciò che si verifica oggi, cioè per le scelte in sé, ma anche per l’aver condiviso un percorso assieme ed averlo sostenuto elettoralmente. I disegni dietro alla distruzione sistematica dei comparti dell'Urbanistica e dell'Edilizia a Fermo partono dalle scelte incongrue ed incompetenti (o peggio appositamente calcolate dalla dirigenza del maggiore partito di questo centro-sinistra, al fine di avere le mani libere) delle nomine degli assessori ed arrivano fino alla recente soppressione della Commissione Edilizia Comunale. Questo per non parlare del nuovo presidente dell'Asite, un poco più che trentenne (in fase preelettorale si parlava dell’esigenza di una figura di grande esperienza professionale) coordinatore del PD di Servigliano ed amico del Sindaco, in linea con le assunzioni della vecchia amministrazione comunale, tanto condannate, a parole.

Mentre viviamo la crisi più profonda del modello capitalistico dalla sua nascita ad oggi e ci apprestiamo ad attestare la morte della politica per mano di tecnocrati al soldo del sistema finanziario internazionale – e della massoneria di sinistra, il Gruppo Bilderberg -, principale causa della crisi che ci ha portati alla soglia della povertà, arrivano le frustranti parole dell’ex direttrice de L’Unità, Concita De Gregorio, che ci raccontano come la dirigenza nazionale del PD scelse appositamente di perdere le elezioni a Roma, solo ed esclusivamente per manovre di Palazzo e, al contempo, riscontriamo gli stessi atteggiamenti nei giochetti regionali, provinciali e comunali. Il tutto a dimostrazione di un’opposizione che non si oppone, e che le poche volte che va ad amministrare non segna la tanto sbandierata discontinuità con le altrettanto scellerate amministrazioni di centro-destra. Resta solo il rammarico per aver perso l’ennesima occasione di dimostrare che una politica diversa è possibile, anche a Fermo, sperando che gli elettori incomincino a non cadere più nelle trappole prevaricatorie del voto utile e nell’illusione della discontinuità a parole. Di verifiche ne abbiamo avute fin troppe, perseverare rimane pur sempre diabolico.

Simone Tizi, segretario del Circolo di Fermo del PRC

sabato 3 dicembre 2011

Comunicato PRC


Tra puritanesimi del centro-destra per l’arrivo di Selen a Fermo e una nazione in stato comatoso, dove l’unica soluzione trovata dai “Tecnici-Politici” è ancora quella di far pagare il disastro economico causato da banche e finanzieri irresponsabili ai soliti noti, lavoratori e pensionati, lasciando inalterati i privilegi della Casta, della Chiesa Cattolica, che gode di inimmaginabili agevolazioni non riscontrabili in altri Stati, e non diminuendo neppure di un euro gli stanziamenti per l'Esercito che è bene ricordarlo tra missioni militari, acquisto di caccia e nuove navi ci costa oltre 50 miliardi di euro, la notizia apparsa sulla stampa che una semplice “Commissione Urbanistica” possa decidere di eliminare la Commissione Edilizia Comunale può far sorridere. In realtà è un segnale, preoccupante, da non sottovalutare in quanto sintomo di poca attenzione e di voglia di poca trasparenza. Il Circolo del PRC di Fermo, da sempre contrario a tale eliminazione anche ai tempi dell’amministrazione Di Ruscio, che più volte aveva tentato tale operazione, non può far altro che stigmatizzare tale scelta, per altro, come tante oramai di questa nuova amministrazione, tutta interna al Palazzo, fatta senza valide finalità o motivazioni e svilendo, di fatto, il lavoro svolto dalla stessa Commissione fino ad oggi. Forse a qualcuno sfugge che la Commissione Edilizia, formata da tecnici (i politici non ne possono più fare parte), e nata per la verifica dell’ornato pubblico, è uno strumento di fondamentale importanza e di supporto all’ufficio per dare suggerimenti sia a livello normativo, sulla coerenza della pratica, che dal punto di vista squisitamente architettonico e qualitativo dell’intervento proposto. Ora, accentrare in una unica persona, il Dirigente, tale responsabilità nel rilascio dei Permessi di Costruire rischia di far assumere allo stesso un ruolo di puro esecutore materiale e contabile di norme non sempre chiare, coerenti e trasparenti, piuttosto che quello di una persona terza che possa valutare i vari aspetti di una progettazione la cui qualità non è solo riferibile al rispetto della norma in sé. Più appropriata sarebbe stata, invece, una proposta di revisione generale del Regolamento Edilizio oramai datato, esaminare più approfonditamente, cogliendone gli aspetti positivi, il ruolo della Commissione Edilizia, anziché come è stato fatto con una decisione priva di dibattito anche con gli ordini professionali, con le forze sociali e politiche decidere la sua eliminazione. Speriamo che ci sia un ripensamento su tale decisione e che la stessa possa essere considerata, semplicemente, come una caduta di stile, altrimenti ci riesce difficile comprendere quali siano le differenze tra la passata amministrazione e quella attuale.

Il Circolo di Fermo del Partito della Rifondazione Comunista