giovedì 8 marzo 2012

Comunicato PRC



Dopo una prima fase di dissenso, alcuni cittadini di Porto San Giorgio, suddivisi tra Partito della Rifondazione Comunista, realtà di movimento e semplici compagni, hanno iniziato un percorso di crescita e aggregazione, ricercate attraverso lo studio e l’ascolto dei problemi irrisolti, dimenticati o privi di adeguate risposte che, da sempre, caratterizzano la cittadina. Gli incontri ci hanno reso consapevoli dell’esigenza, sentita e voluta da tutti, di proporre una lista alternativa a questo centro-sinistra, non in grado di dare risposte adeguate alle problematiche esistenti, dimostrandosi anche incapace di creare discontinuità con il centro-destra, non ultimo raccogliendo l’adesione di partiti quali l’UdC, lontani dai valori di sinistra a tal punto di essere stati a favore del governo Berlusconi. Una lista aperta e consapevole, in grado di rappresentare realmente una alternativa alla continuità d’interesse e di potere. Una lista che parte dal basso ma che ha una chiara consapevolezza delle priorità, delle battaglie per il bene comune, delle lotte per dar voce agli emarginati e della possibilità di restituire centralità a quei tanti sangiorgesi che non intendono più dare credito a chi vuole modellare l'amministrazione cittadina in base al proprio tornaconto. Vista questa necessità, abbiamo iniziato un percorso aggregativo che non vorrà fermarsi alla solita scadenza elettorale, ma che anzi si propone di allargare l’insieme di partenza, nella consapevolezza di toccare gli aspetti più critici e sentiti, vissuti come irrisolvibili condanne. Cercheremo di farlo modellando le iniziative e le proposte sull’idea diversa di città, che vorremmo maggiormente vivibile da tutti.

Per iniziare, questa domenica è previsto un banchetto nelle vie del centro alfine di proporre una realtà politica contraria al governo Monti ed in contrapposizione netta con l’antropizzazione selvaggia del territorio, che si verifica attraverso grandi e piccole opere di cemento. Proporremo letture critiche sulla TAV, rimarcando così l’altra questione, una delle tante, che ci differenzia da questo centro-sinistra. Sarà la giusta continuazione della raccolta firme per l’acqua pubblica e contro il nucleare, per sensibilizzare la cittadinanza a quei problemi che sono di tutti, anche se al momento sembrerebbero distanti.

Simone Tizi, Segretario del Circolo del PRC di Fermo e P.S. Giorgio

domenica 4 marzo 2012

La verità sulla Siria dalle parole di Henry Kissinger


di : New Yorker
mercoledì 15 febbraio 2012 - 10h34

"Sono davvero sorpreso da come fa Assad a restare ancora al potere. In passato suo padre era l’unico leader arabo che mi ha battuto. Nel 1973, se non era per Anvar Sadat, il padre del giovane Assad avrebbe potuto battere l’Occidente sul campo, perché la Siria da allora, come lo è anche adesso, era il nucleo più potente della resistenza araba all’Occidente.

Sono sicuro che senza l’aiuto di Sadat ci sarebbe stata una guerra contro Israele e gli arabi avrebbe potuto vincere contro Israele. Noi abbiamo fatto tutto ciò che era possibile contro l’Iran e contro la Siria. Personalmente ero al corrente di tutte le offerte che abbiamo fatto a Assad per allontanarsi dall’Iran, ma lui non ha ceduto e confesso che in lui ho visto l’immagine del padre che mi aveva battuto in modo simile nel 1973.

Ora è dal maggio 2011 che stiamo cercando di destabilizzare il suo regime, ma non riusciamo a stanarlo e questo mi ricorda quella formidabile forza che era l’impero mongolo che aveva preso tutta l’Asia Centrale e il Medioriente in un lampo, ma si fermò dietro le mura di Damasco. La cosa che mi sorprende è che la Siria, pur restando un paese senza grandi risorse e quasi povero, dispone di infrastrutture cosi forti e cosi stabili; ha i generi alimentari immagazzinati per oltre 5 anni ed è auto sufficiente per servizio sanitario ed energetico.

Inoltre, dall’esercito siriano composto da più di 500 mila unità, siamo riusciti ad ottenere solamente 1500 defezioni in tutti questi mesi e non riusciamo a dividerla internamente pur essendo un paese composto da circa 40 etnie diverse. Senza dubbio la grande maggioranza dei siriani sta con Assad e il paese ha l’appoggio dell’Iran, Russia e Cina. Non ci resta che insistere con la strategia di farla scoppiare dall’interno.

Dobbiamo continuare a mantenere alte le fiamme che abbiamo acceso e farla bruciare internamente. Noi non possiamo rinunciare ai nostri interessi e dobbiamo continuare e destabilizzare la Siria per ottenere ciò che vogliamo."

sabato 25 febbraio 2012

Comunicato PRC



Con alcuna sorpresa, sono apparse ieri sui giornali le esternazioni riguardo l’apertura sconsiderata ed acritica all‘UdC da parte di Samuele Biondi, neosegretario Provinciale del PD, in tutte quelle che saranno le prossime amministrative nel fermano. In altri tempi, quelli caratterizzati da una vivacità politica riguardevole, si sarebbe gridato allo scandalo, le forze di sinistra ed i loro elettori avrebbero protestato ed organizzato una coalizione che tenesse fuori proprio questo nuovo progetto centrista, di restaurazione della vecchia Democrazia Cristiana, iniziata nelle sedi dello stesso PD ove si può notare la foto di Aldo Moro primeggiare nei confronti di quella di Enrico Berlinguer. E ci sarebbero riuscite. Invece così non è, con le macerie della “sinistra che non c’è” in preda alla più paradossale Sindrome di Stoccolma: innamorati del proprio carnefice, quel PD che prova in tutti i modi a liquidarli, e che li ha anche scacciati dal Parlamento attraverso uno sbarramento ad hoc, senza manco uno straccio di peccato originale. Quella “sinistra che non c’è” tace ed acconsente. E guarda Bersani e Casini come figurine della politica (ce l’ho, non ce l’ho, quella o quell’altra poltrona), l’uno residuato COOPerativo dopo la caduta del muro, l’altro inossidabile fariseo per tutte le stagioni. Fintamente a favore del popolo, verosimilmente sostenitori dei poteri forti che non notano differenze con le destre berlusconiane. Sempre pronti ad osteggiare ogni lotta popolare per poi cavalcarne gli esisti, se convenienti al mantenimento del loro status quota. D’altronde, le menzogne diventano facilmente verità, se c’è un qualche potere a sostenerle, e si troveranno comunque masse di disattenti votanti, sempre più complici. Che poi questo fantomatico “modello Marche” a cui si riferiscono è mera invenzione, puro marketing politico, una sorta di mostro di Loch Ness con tanto di gadget e turismo partitico. Un modello ipotetico da sbattere in faccia ai cittadini per vedere l’effetto che fa, con l’unico scopo di far fuori le forze della sinistra, quella già dispersa di suo ma che aspetta come tanti pulcini pigolanti le molliche da spartirsi. O forse è un modello reale, sono loro, i brontosauri della politica, che si nascondono, poco e male, dentro il lago dell’opportunismo politico, mostrandosi ai curiosi come animali preistorici sopravvissuti alla glaciazione.

In tutti i casi i cittadini posso ucciderli idealmente questi mostri, con l’arma del voto. Altrimenti ne sarebbero corresponsabili, anch’essi mostruosi. Noi del PRC abbiamo intrapreso un altro percorso nel fermano, ove sia possibile, indicando una nuova strada, sicuramente tortuosa e scomoda, ma l’unica che può arrivare in cima e scoprire il massimo d’orizzonte.

Simone Tizi, Segretario del Circolo del PRC di Fermo e P.S. Giorgio

lunedì 13 febbraio 2012

Comunicato PRC



Le ultime scaramucce mezzo stampa della compagine di centro-sinistra a P.S. Giorgio evidenziano non solo le dinamiche da vecchia politica e da giochi di potere, ma anche l’esattezza della nostra scelta di starne fuori, politicamente. Come fa il tempo, che è galantuomo, questi battibecchi tra presunti alleati, come alcune delle aperture scriteriate al centro (che in molti casi è stato ed è parte di un centro-destra), non fanno altro che evidenziare un livello politico imbarazzante, che alla salvaguardia delle città e dei suoi abitanti contrappone logiche da mercato ortofrutticolo, non quei mercati finanziari dove si decidono i nostri destini a livello internazionale ma quelli dove si contrattano alleanze e poltrone, accordi di piccolo cabotaggio e scambio di favori. Per questo escono fuori dichiarazioni di alcuni partiti per forzare la mano ad altri partiti per avallarne l’ingesso di altri ancora, poi vengono attaccati i primi, poi si screditano i secondi (a Fermo come a San Giorgio, in Provincia come in Regione, poco cambia), per arrivare a parlar male dei terzi; nel mezzo anche qualche battuta di passaggio nei riguardi di altri partiti ancora, che magari decidono, giustamente, come abbiamo scelto di fare noi del PRC, di competere il più lontano possibile da questo teatrino della politica, serenamente convinti, ogni giorno di più, di aver fatto l’unica scelta possibile. Vedere poi che vengono utilizzati oggi presunti elettori per smascherare le dicotomie risapute di alcuni partiti dell’attuale coalizione di centro-sinistra fa parte di un giochetto talmente triste da rendere difficile ogni altro tipo di commento. Oltre a ribadire il fatto che noi abbiamo intrapreso un percorso diverso, che si basa sulla concretezza di beni comuni come sulle battaglie di popolo (sulla tutela del territorio e sulla difesa dei servizi pubblici essenziali e del patrimonio, come beni di tutta la cittadinanza, non destinati all’uso e consumo delle singole lobby), non possiamo e non vogliamo fare. Se un cambiamento oggi è possibile, questo può passare solo attraverso una distanza netta dalle dinamiche di una politica vecchia che ha reso l’Arte di governare le città una pratica distante dalla stragrande maggioranza della popolazione.

In ultimo, a scanso di possibili equivoci, riporto un estratto dello Statuto del Partito della Rifondazione Comunista, che nel suo Preambolo recita così: “Il Partito della Rifondazione Comunista–Sinistra Europea rigetta così ogni concezione autoritaria e burocratica, stalinista o d'altra matrice, del socialismo e ogni concezione e ogni pratica di relazioni od organizzativa interna al partito di stampo gerarchico e plebiscitario”.

Simone Tizi, Segretario del Circolo del PRC di Fermo e P.S. Giorgio

mercoledì 8 febbraio 2012

Comunicato PRC


I sangiorgesi saranno chiamati ad esprimere, attraverso il voto, la coalizione e il percorso programmatico che forgeranno i futuri aspetti identitari della cittadina. L'esercizio di questo “potere democratico” in modalità consapevole e responsabile è ridotto al minimo. La comunicazione e la propaganda politica istituzionale e non (la rete) propongono una dialettica schiacciata su una riproposizione programmatica che è mera cosmesi, entrambe le coalizioni in questo non sono distinguibili, accanto ad una eccessiva personalizzazione delle candidature che nell'immaginario politico dell'elettore dovrebbero incarnare un ruolo salvifico. Noi di Rifondazione ci chiediamo se i cittadini sangiorgesi debbano arrendersi a questo destino e perciò, con le difficoltà del caso, ci stiamo mobilitando per cercare di invertire la rotta. Il Partito della Rifondazione Comunista e gli in(t)ignatos lanciano l'idea di dare vita ad un nuovo spazio pubblico locale e intercomunale, una costituente dal basso che sappia coniugare le istanze che i cittadini proporranno con le pratiche operative condivise per poi delineare una alternativa radicale, cioè una dialettica politica che può essere ripensata in chiave dei beni comuni. La sfida dei beni comuni - come abbiamo imparato con il referendum del giugno scorso - è la sfida della democrazia contro il saccheggio, l'autoritarismo e lo sfruttamento ambientale; ed è il massimo argomento di democrazia partecipativa: salute, ambiente istruzione, territorio, sicurezza, spazio, tempo, sono beni che tutti utilizziamo ma che possono essere degradati (le passate amministrazioni hanno pesanti colpe in merito) da un uso irresponsabile o dalla loro mancata ricostruzione. Rifondazione propone un approccio politico programmatico “conservativo” (difendere e curare il patrimonio) e “progressivo” (lottare per mettere questi beni effettivamente a disposizione di tutti). La loro non negoziabilità e indisponibilità al mercato è tale che la gestione deve essere non solo necessariamente pubblica, ma deve altresì comportare la partecipazione obbligatoria di tutti i cittadini. Ecco, questo vuole essere un “appello politico” affinché tutti i cittadini sangiorgesi, anche in modalità trasversale, sentano e raccolgano questa sfida che è soprattutto una grande rivoluzione culturale capace di trasformare il senso comune e dunque lo spazio politico in cui viviamo.

Il Circolo del PRC di Fermo e PS Giorgio